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30 giugno 2015 2 30 /06 /giugno /2015 15:31

Il 31 dicembre 2014 si è concluso il semestre italiano di presidenza dell'Unione Europea. Qualcuno se ne è accorto? Partito per Bruxelles con lo slogan "meno rigore, più sviluppo" il nostro Matteo l'ha ripetuto come un mantra per tutto questo tempo, forse convinto, come chi pratica questa forma di yoga, che le vibrazioni prodotte da questa banalità vuota di contenuti avrebbero miracolosamente risolto la crisi. Nei fatti, si è comportato come un servo sciocco (o furbo?) della troika, facendo digerire agli italiani tutto quello non avrebbero forse digerito da un governo Berlusconi: dallo smantellamento dello Statuto dei Lavoratori tramite lo Jobs Act alla riscrittura della Costituzione, trasformando di fatto la nostra repubblica parlamentare in uno stato dominato dall'esecutivo, cioè dal governo, cioè dalla maggioranza del PD, cioè da Renzi stesso. Per non parlare della "Buona Scuola", nata dall'obbligo imposto dall'Unione Europea di assumere centinaia di migliaia di insegnanti precari, e trasformata anch'essa secondo un modello aziendalistico-autoritario. Per fortuna sua moglie rientra in quella categoria di precari benedetti dalla sorte, e verrà assunta a colpi di voti di fiducia.

Ma tornando all'Europa, grazie alla sua reputazione internazionale di buon sindaco, spiritoso e simpatico ma non sporcaccione come il suo predecessore, Renzy è riuscito, dopo un duro braccio di ferro, a far eleggere la Mogherini come ministro degli Esteri dell'Unione. Con quali effetti spettacolari per la crescita del prestigio dell'Europa e la risoluzione dei conflitti internazionali, ciascuno è in grado di valutare. Inoltre nel semestre di presidenza italiana, Renzi è riuscito a togliersi dai piedi la costosa operazione "Mare Nostrum" grazie alla quale migliaia di migranti venivano salvati dalla nostra Marina, e a farla sostituire con l'operazione "Triton", tanto efficace che ha seminato di cadaveri il Mediterraneo. Ma i migranti arrivano lo stesso, a migliaia, ed è qui che Renzi fa la voce grossa e ricorda i principi fondanti dell'Unione: "E' questa l'Europa che sognavamo?". Tocca all'Europa farsi carico dei migranti, non agli schizzinosi sindaci leghisti e pidisti del Nord a cui viene chiesto di farsi carico di qualche decina di loro. Dunque Renzi si ricorda della solidarietà, quando si tratta di sbolognare i migranti a qualcun altro. Non se ne ricorda adesso che la Grecia è sull'orlo del baratro, ricattata dai poteri economici internazionali che vogliono in realtà la caduta dell'unico governo di sinistra che abbia davvero osato ribellarsi alla schiavitù. Ma Renzo twitta "O euro o dracma". Che grand'uomo il nostro presidente, e che gufi i suoi denigratori!

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