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2 agosto 2015 7 02 /08 /agosto /2015 19:37
Chi ha messo la bomba alla stazione di Bologna?

Il 2 agosto 1980 una bomba di straordinaria potenza esplose alla stazione di Bologna, provocando la morte di 85 persone e il ferimento di altre 200. Dopo un tormentato iter processuale (simile a quello relativo a tutti gli attentati ricollegabili alla cosiddetta strategia della tensione, della quale la bomba di Bologna rappresenta il caso più grave) sono stati condannati in via definitiva come esecutori materiali della strage i terroristi neri Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, che peraltro continuano a dichiararsi innocenti.

Ad ogni anniversario della bomba (quest'anno ricorre il 35°!) si assiste al consueto, ormai logoro rituale: i familiari delle vittime chiedono la verità, i rappresentanti dello Stato e i mass media si associano a questa un po' retorica e ipocrita richiesta di conoscere i mandanti.

MA I MANDANTI SONO NOTI DA DECENNI! TUTTAVIA LO STATO, CHE NON HA MAI FATTO PULIZIA ALL'INTERNO DEI PROPRI SERVIZI SEGRETI NE' ACQUISITO AUTONOMIA NEI CONFRONTI DEGLI STATI UNITI, NON PUO' CERTO DIRE LA VERITA'. Verità che però traspare dalle carte processuali e da dichiarazioni di esponenti politici di ogni partito e tendenza, tanto che si può trovare perfino su Wikipedia (che non è esattamente Il Fatto quotidiano):

( da Wikipedia) Le dichiarazioni di Vincenzo Vinciguerra

L'ex terrorista Vincenzo Vinciguerra confessò nel 1984 al giudice Felice Casson (alcuni anni prima delle dichiarazioni ufficiali sull'esistenza di Gladio e della rete stay-behind) di aver compiuto l'attentato terroristico di Peteano il 31 maggio 1972, nel quale tre carabinieri erano rimasti uccisi (fino all'interrogatorio di Vinciguerra, erano state accusate sei persone poi prosciolte con formula piena[15]). Durante il processo, Vinciguerra spiegò come era stato aiutato dai servizi segreti italiani e come fuggì nella Spagna franchista dopo la strage di Peteano. L'ex terrorista, sentito nello stesso anno anche nel processo relativo alla strage di Bologna, parlò apertamente dell'esistenza di una struttura occulta nelle forze armate italiane, composta sia da militari che da civili, con finalità anti-invasione sovietica, ma che, potendo questa anche non avvenire, era stata in grado di coordinare le varie stragi per evitare che anche internamente il paese si spostasse troppo a sinistra; questo, sempre secondo la testimonianza dell'ex terrorista, a nome della NATO e con il supporto dei servizi segreti e di alcune forze politiche e militari italiane[3][16]. Il 3 luglio 2001, dopo quattro anni di processo, il Tribunale di Roma assolse Fulvio Martini, Paolo Inzerilli e Giovanni Invernizzi dall'accusa di falsa testimonianza in merito alle presunte relazioni tra Gladio e la strage di Peteano.

Le dichiarazioni del Generale Maletti

Il generale Gianadelio Maletti, ex capo del Reparto D del SID del controspionaggio italiano, dichiarò nel marzo del 2001 che la CIA avrebbe potuto promuovere il terrorismo in Italia. Lo stesso Maletti, in diverse interviste e nell'audizione davanti alla Commissione Stragi, citò più volte l'interessamento degli Stati Uniti nei confronti di alcune personalità e di alcuni reparti militari. Proprio alcuni di essi furono coinvolti in tentativi di golpe avvenuti in Italia, tra cui il Golpe Borghese e il Golpe Bianco[18].

Lo stesso Maletti venne ascoltato il 21 marzo 2001 dal tribunale di Milano, relativamente ai processi sulla strage di Piazza Fontana (evento per cui era stato condannato nel 1987 per depistaggio). Sulla forma della sua deposizione vi fu uno scontro tra difesa e accusa. La difesa sosteneva che dovesse deporre come teste, quindi sotto giuramento e quindi obbligato a dire la verità. L'accusa sostenne invece che dovesse deporre come imputato e quindi senza giuramento e senza il conseguente obbligo di dire la verità[senza fonte] La corte sentenziò a favore delle tesi dell'accusa. Maletti depose come imputato, per cui senza obbligo formale di attenersi al vero nella sua deposizione[19]. Maletti dichiarò che esisteva una «regia internazionale» delle stragi relative alla strategia della tensione. Su domanda della difesa dichiarò tuttavia di non avere prove.[19] Dichiarò nello stesso interrogatorio che la CIA finanziava sia il SID (con cui c'era tuttavia una collaborazione unilaterale per quello che riguarda il lavoro di intelligence del servizio: «Il rapporto tra il Sid e la Cia è stato di inferiorità. Chiedevamo notizie, ma non ce ne davano.») che Gladio (la base di capo Marrargiu, secondo Maletti effettivamente impiegata da Gladio, sarebbe stata realizzata grazie a fondi statunitensi, fatto quest'ultimo confermato anche dall'ex presidente Francesco Cossiga nella sua audizione davanti alla Commissione Stragi[20])[19][21]. In un'intervista concessa dopo la deposizione, Maletti confermerà la sua convinzione che gli Stati Uniti avrebbero fatto di tutto per evitare uno spostamento a sinistra dell'Italia e che simili azioni avrebbero potuto essere state attuate anche in altri paesi[22].

Per farla breve, la strage di Bologna, come le altre di Milano, Brescia, Italicus ecc., è opera della struttura clandestina Stay Behind, pilotata dalla CIA​. Stay behind (chiamata Gladio in Italia) si è valsa come manovalanza di vari gruppi neofascisti come Ordine Nuovo. Obiettivo dichiarato, contrastare il comunismo e favorire la nascita di un "governo forte" nel nostro paese. Più chiaro di così...

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