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9 agosto 2016 2 09 /08 /agosto /2016 16:44
Esercizi di Zen metropolitano: riempire il tempo

Già Kant aveva scoperto che il tempo, come lo spazio, non esisterebbero senza di noi. Il tempo e spazio sono categorie dello spirito e, come per il mondo esterno, possiamo decidere se subirle o dominarle. Sia che siamo subissati da impegni durante una settimana lavorativa, sia che ci troviamo bloccati a Milano a ferragosto senza (apparentemente) nulla da fare, la parola d'ordine è gestire il tempo.

Una giornata sembra interminabile se non si ha nessuno con cui parlare e nessun lavoro da svolgere, ma trascorre in un lampo se la si divide in segmenti, alternando le attività in modo intelligente per evitare la ripetitività e la noia. Stabilire l'ora del risveglio e attenersi alla decisione presa è il primo passo per una gestione efficace del tempo. Io punto la sveglia alle otto, a meno che non abbia in programma un'escursione impegnativa, nel qual caso non esito a svegliarmi alle sei, un orario abbastanza congeniale ai miei ritmi biologici di non più giovanissimo.

L'attività sportiva va benissimo a qualsiasi età, purchè le condizioni fisiche la permettano, e una blanda attività fisica è accessibile a chiunque, senza il pemesso del medico. Personalmente, oltre alla mia disciplina di riferimento, il karate, io pratico attualmente il ciclismo amatoriale e l'escursionismo, in genere alternandoli al riposo. In passato correvo e ho completato quattro maratone all'inizio del secolo (!) ma poi ho smesso perchè mi spostavo poco e faticavo troppo.

D'estate, la mattina è il periodo più favorevole per lo sport perchè la temperatura è meno elevata. Cammino in montagna o vado in bicicletta per un paio di ore, poi mi concedo una breve sosta, a casa o dove mi trovo. Bevo e mangio quello che mi sento, senza dare ascolto alle prescrizioni dietetiche che valgono meno di un'esperienza cinquantennale.

Nei giorni di riposo, leggo il giornale o un libro, oppure mi tengo in contatto con le mie conoscenze su internet, o cerco di mantenere un ordine accettabile in casa, senza essere nè un fanatico della pulizia nè uno sporcaccione. Applico il principio già spiegato della broken window, cerco cioè di non accumulare sporcizia o lavori lasciati a metà, per non cadere nell'apatia e nella depressione.

Sonnellino sì o sonnellino no? Anche qui non si può fissare una regola generale: se siete stanchi e di buon umore, una o due ore di sonno possono fare al caso vostro, purché puntiate la sveglia per non ritrovarsi rincoglioniti alle sei e mezzo di sera. C'è stato un brutto periodo in cui dormire di pomeriggio mi metteva angoscia, e in tal caso basta un buon caffè e una puntatina fuori, fosse solo per un gelato.

Cenare in casa o in ristorante/pizzeria è questione di umore e di portafoglio, e io eviterei gli eccessi dall'una e dell'altra parte. Sempre ammettettendo che non abbiate nessun conoscente a portata di mano, di telefono o di Skype, il cinema (prenotabile comodamente da casa) la televisione, il web vi assicurano una vasta gamma di intrattenimenti per tutti i gusti e tutti i portafogli.

Andate a letto quando avete sonno e dormirete bene. Certe volte io crollo alle undici e mezzo, altre volte tiro le due senza problemi. Soprattutto ricordatevi: siete voi a riempire le caselle della vostra giornata, siate felici di poterlo fare in libertà senza risponderne a nessuno. Oppure siate felici se trovate qualcuno con cui condividerle. E non temete la noia come faceva Leopardi: dal suo tedio sono scaturiti i suoi Canti immortali, dal mio (più modestamente) questi esercizi di Zen metropolitano.

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