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30 gennaio 2018 2 30 /01 /gennaio /2018 09:10
ABNER
Nella Bibbia Abner è un generale imparentato con Saul, che si rende odioso per la sua arroganza e crudeltà. Passa dalla parte di Davide ma viene ucciso per gelosia.
Se c'era una persona alla quale non si addiceva il suo nome era proprio Abner, un gigante buono che si muoveva, trasognato e ironico, nel terribile reparto di psichiatria del Fatebenefratelli. Camminava lentissimo, in veste da camera e pantofole, circondato dal rispetto di tutti, degenti e infermieri, che comprendevano istintivamente che si trattava di un grand'uomo al quale un demone maligno aveva tarpato le ali.
Abner aveva una grande passione: il violino, ed un grande passatempo: gli scacchi. Tempestando di telefonate i suoi familiari, aveva ottenuto che gli si portassero in reparto il suo violino e una grande scacchiera da torneo, e dava regolarmente concerti nella cosiddetta sala da pranzo del reparto, assistito da una signora che gli voltava le pagine dello spartito. Suonava benissimo, incantando i cosiddetti malati di mente e le cosiddette persone normali, anche se una stecca ogni tanto ci ricorfdava che c'era qualcosa di malato in quel violinista. Dei suoi errori Abner incolpava una misteriosa puntura che, a quanto diceva, gli offuscava la mente e le mani.
Per quel che riguarda gli scacchi, Abner aveva scoperto che anch'io in gioventù ne ero stato appassionato, e con timidezza mi sfidava a quotidiane partite, che io accettavo volentieri di giocare, affascinato dalla signorilità del personaggio e troppo felice di evadere per qualche tempo dallo squallore del luogo e della mia condizione.
Abner iniziava magnificamente tutte le partite, mettendomi in seria difficoltà dopo una quindicina di mosse ma fatalmente, dopo altre cinque o sei perdeva il filo della posizione e cominciava a cedere terreno e materiale. Troppo signore per invocare eccezioni alla regola del "pezzo tocco, pezzo mosso" finiva per perdere o al massimo per pattare.
Abner si era pertanto convinto che io fossi un grande giocatore e parlava di me in corsia col massimo rispetto.Quando riusciva a pareggiare, telefonava subito a suo fratello per comunicargli lo straordinario evento.
Non sono mai riuscito a capire di quale disturbo esattamente soffrisse, anche perché non si sapeva mai se scherzasse o no quando diceva di soffrire di Alzheimer e raccontava di avere visitato i manicomi di mezza Italia.Uscito di lì, quando mi trovavo in "riabilitazione" ad Albese, ho ricevuto i suoi cordiali saluti dal mio nuovo vicino di letto che lo aveva incrociato al Fatebenefratelli, riportandone la stessa straordinaria impressione che ne avevo avuto io.
Grande Abner! Gli auguro che, trovato sollievo dai suoi demoni, possa tornare con animo leggero agli scacchi e alla sua straordinaria musica.
Abner
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  • : Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
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