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11 settembre 2011 7 11 /09 /settembre /2011 08:56

Per chi segue con un minimo di attenzione la crisi economica in atto, è evidente che il nostro Paese si trova sull'orlo del fallimento, ritardato al momento solo dalla contrastata decisione della BCE di acquistare i nostri titoli di Stato. Se questa disponibilità (non priva di onerose contropartite) venisse a mancare, l'Italia per trovare acquirenti dovrebbe aumentare ulteriormente i tassi di interesse, aumentando il divario con i "virtuosi" Bund tedeschi e indebitandosi ancora di più. Il passo successivo sarebbe la totale sfiducia dei creditori. Privo di denaro liquido, il sistema Italia fallirebbe, "andrebbe in default" come è di moda dire oggi, e lo Stato non avrebbe modo di pagare stipendi, pensioni, eccetera. Contemporaneamente si accentuerebbe la crisi delle banche italiane, anch'esse detentrici di titoli di Stato, e crollerebbe la fiducia dei risparmiatori nei loro confronti. Essi si precipiterebbero a ritirare i loro depositi, uno scenario al quale nessun istituto di credito potrebbe far fronte. E tutto sarebbe come nel 1929, peggio che nel 1929.

Di questa situazione l'attuale, pur impresentabile governo di centro-destra, ha una responsabilità molto limitata, e lo dice a malincuore uno come me che per Berlusconi e allegra masnada non ha la minima simpatia. Ma tutti i governi di Eurolandia, di centro-destra come Francia e Germania o di centro-sinistra come la Spagna di Zapatero, si trovano sulla stessa barca, quella dell'euro, che sta navigando in acque burrascose verso un possibile, anzi probabile naufragio con esiti difficili a prevedere, anche se il più realistico resta la fine della moneta unica, con ognuno che se ne va per la sua strada.

A questa crisi il governo Berlusconi ha reagito con una "manovra" mediocre, insufficiente e scadente. Non ha imposto la patrimoniale per non perdere il proprio elettorato, e non ha fatto macelleria sociale per non accelerare la propria fine.

Chi lo sostituirà al prossimo tonfo di Piazza Affari? Un probabile governo tecnico con dentro UDC, banchieri, Confindustria e l'appoggio del PD. Il nuovo esecutivo non potrà che fare di peggio: chi detta legge nel mondo oggi è il Fondo Monetario Internazionale e la sua emanazione in Europa, la BCE. Basta seguire i discorsi di Casini e della Marcegaglia in questi giorni per capirlo: ci attendono l'abolizione immediata della pensione di anzianità, il pensionamento per tutti a 67 o 70 anni, la libertà di licenziamento per i privati e per lo Stato, la privatizzazione di tutto il privatizzabile.

A quel punto dello Stato sociale rimarranno solo le macerie, e dei guai giudiziari di Berlusconi non fregherà più niente a nessuno, salvo al partito di  Repubblica, per trovare un capro espiatorio per la rabbia popolare.  

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