Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
1 luglio 2010 4 01 /07 /luglio /2010 17:27

Vorrei cominciare questo articolo con quelle che per me sono due domande retoriche, ma che potrebbero suonare non altrettanto scontate a molti di voi.

1) Sono un esecutore mediocre di kata: ho diritto di parlarne ugualmente? (Attenti: se rispondete di no, d'ora in poi leggete gli articoli sul calcio solo se sono firmati da pelé, maradona, del piero ecompagnia bella).

2) Penso che il M° Shirai sia il migliore tra gli istruttori giunti in Europa nel 1965, per tecnica, completezza, dedizione, capacità organizzative. Tuttavia non è infallibile e qualche volta ha sbagliato, soprattutto in materia di politica sportiva. Ho diritto di criticarlo? (Se rispondete di no, non leggete più il mio blog).

Dunque, da una decina di anni e più in Fikta vanno di gran moda i bunkai dei kata.Il M°Shirai li ha elaborati, condificati e introdotti nel suo insegnamento e nel programma delle gare Fikta e Itkf. Che cosa sono i bunkai? Lo sanno tutti,sono le "applicazioni" dei kata, cioé le tecniche dei kata applicate in combattimento, con integrazione di tutti quegli aspetti che nel kata non ci sono, come i contrattacchi. A differenza del wu-shu, infatti, i kata di karate sono una specie di "stenografia" di combattimenti reali, ai quali mancano pezzi significativi.

Le applicazioni sono cosa ben diversa dai kata, ci aveva avvertito lo stesso M°Funakoshi con quella sua massima tante volte ripetuta: "I kata sono una cosa, l'applicazione è un'altra". Allenare le applicazioni dà maggiore realismo al kata, rendendo comprensibili certi gesti non immediatamente chiari. I bunkai si allenavano sporadicamente anche negli anni 70, in modo più schematico e sbrigativo, mentre ora il Maestro Shirai ne ha fatto quasi una branca autonoma del suo karate.

Secondo me lo scopo principale della pratica del bunkai è proprio questo: capire meglio il significato di un kata e delle sue tecniche, per migliorarne l'esecuzione. C'è però chi teorizza la pratica del bunkai come forma di combattimento più "autentica" e realistica del jiyu kumite, perché in esso di applicherebbero tutte le tecniche originarie del karate, e non solo i soliti gyakuzuki, kizamizuki, maegeri, eccetera. Ho due obiezioni contro questa teoria: 1) noi non pratichiamo più i kata né i bunkai nella loro forma originaria; 2) le nostre armi naturali non sono più temprate  per colpire con nukite, ippon nukite e tecniche simili. Ai giorni nostri è più realistico colpire coi pugni chiusi, le gomitate e tutti i tipi di calci che nei kata non ci sono.

Dato che i kata hanno uno svolgimento codificato, per cui un certo attacco arriva solo da sinistra o da destra o da dietro, è utile allenare le tecniche in tutte le direzioni, proprio perché non si può sapere prima da che direzione verrà il pericolo. Meno utile mi sembra invece trasformazione l'applicazione in un altro kata, anzi in due (omote e ura), anzi in molti kata simili ma diversi. Se non altro perché entra un gioco un fenomeno molto noto in psicologia, l'interferenza, per cui si finisce per fare un minestrone e mescolare in tutto. Deleteria mi pare poi l'dea di trasformare in gara l'applicazione, codificandola e irrigidendola ulteriormente col doppio risultato di risultare monotona per gli spettatori e assai lontana dall'dea originaria di "applicazione pratica"dei kata stessi.

Condividi post
Repost0

commenti

Presentazione

  • : Blog di sroedner.over-blog.it
  • : Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
  • Contatti

Link