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26 maggio 2012 6 26 /05 /maggio /2012 09:19

UNA PROPOSTA

Scrive il Maestro Perlati  (KarateDo n.25, p.52):

“Non apprezzo quando si fanno affermazioni del tipo [nella Fikta non sempre c’è] capacità di richiamare ed entusiasmare nuovi praticanti, come accadeva negli anni della Fesika. Meglio sarebbe indicare “come” richiamare ed entusiasmare anzichè fare affermazioni generiche”.

Come non essere d’accordo? Mi permetto quindi  di inoltrargli un suggerimento di mio figlio Giulio, 19 anni, 2°dan Fikta ed entusiasta praticante: “Ho visto gli Assoluti Fikta. Grande gara. Perché non valorizzarla concentrando le finali di maggior interesse e spessore tecnico (quelle di serie A per intenderci) nelle ore serali, limitando il numero delle pedane e intervallandole con dimostrazioni dei Maestri? E perchè non ristabilire il Tokui kata in finale, togliendo monotonia e riconoscendo ai bravissimi arbitri della Fikta la capacità di stabilire una graduatoria di merito anche fra kata diversi?”. Era più o meno quello che si faceva negli anni d’oro del karate italiano, riempiendo il Palalido, aggiungo io.

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24 maggio 2012 4 24 /05 /maggio /2012 09:43

Gli "economisti" e gli "opinionisti" imbecilli prima ancora che spietati che incolpano il popolo greco del proprio dramma e dichiarano che dovremmo abbandonare la Grecia al suo destino, dimenticano non solo che dopo la Grecia ci siamo noi, ma anche che i nostri governi hanno adottato politiche economiche identiche a quella dei politici greci, come ora stanno sperimentando sulla nostra pelle "rimedi" altrettanto fallimentari. Dimenticano soprattutto che, quando suona la campana, suona per tutti noi e che, pafrasando Kennedy, "siamo tutti ateniesi". 

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19 maggio 2012 6 19 /05 /maggio /2012 23:50

I campionati assoluti Fikta 2012 sono su: www.youtube.com/sroedner. Un ampio servizio sugli assoluti nel numero 1 di Yoi. Per informazioni e abbonamenti: www.yoimagazine.it.

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15 maggio 2012 2 15 /05 /maggio /2012 16:02

La differenza principale tra il 68 ed oggi è che allora una massa di studenti provenienti dai ceti medio-bassi accedeva all'istruzione superiore e imparava a criticare il sistema capitalistico, ma si era in una fase di crescita economica e il marxismo, nelle sue varie versioni piò o meno eretiche, era l'ideologia dominante (il PCI se mai subiva tutto questo). L'obiettivo minimi era di riformare scuola e società, quello  massimo la rivoluzione, sul modello di Mao Tse-tung o di Che Guevara. Il 68 è sostanzialmente fallito, portando alla perdita di un'intera generazione tra droghe, lotta armata e riassorbimento nella classe dirigente.
Adesso il movimento è "indignado", cioè disperato e difensivo, perché ci troviamo di fronte allo scardinamento dei diritti dei lavoratori e della salvaguardia dei ceti più poveri. Non è "pensando" e "cercando lavoro" (magari sottoponendoci ai ricatti di chi ci sfrutta), o invocando "più sviluppo, meno rigore" che si risolve una crisi strutturale del capitalismo, ma con un'opposizione internazionale di massa ai diktat del FMI. Il resto è idealismo.          

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14 maggio 2012 1 14 /05 /maggio /2012 11:00

Il giovane leader del partito della sinistra greca, rifiutando di prender parte a un governo di coalizione e respingendo le condizioni capestro dell'UE e del FMI, indica la strada da seguire anche alla sinistra europea, se non vuole appiattirsi sull'insulso slogan "più sviluppo, meno sacrifici" e scomparire. Si tratta di rinegoziare le condizioni di appartenenza all'Eurozona senza lasciarsi intimidire dal terrorismo ideologico e dai ricatti. L'Europa dei banchieri ha interesse a non mandare in bancarotta i paesi del Sud dell'Europa e questi hanno interesse a sopravvivere. Se non lo capisce Bersani, che lo capiscano almeno Vendola e Di Pietro!

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12 maggio 2012 6 12 /05 /maggio /2012 11:05

yoi1.jpg

Dal 1° giugno sarà disponibile il primo numero di Yoi. Per informazioni e abbonamenti: www.yoimagazine.it.
 

  

 

 

 

 

 

 

   

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12 maggio 2012 6 12 /05 /maggio /2012 07:32

Con molesta insistenza il cronista di quel giornale da parrucchieri che è ormai diventato Repubblica cerca di intervistare Renato Curcio, ex-dirigente delle Brigate Rosse che si è fatto 19 anni di carcere ed è oggi editore di Sensibili alle foglie. Tenta invano di carpirgli un giudizio sull'attentato di Genova, una parola di condanna o di approvazione. Curcio resta fedele alla sua linea di sempre: la sua è una vicenda personale ormai conclusa, non ci sta al gioco delle scomuniche o dei maliziosi ammiccamenti. E conclude dichiarando che preferirebbe che il colloquio non venisse pubblicato: non sarà accontentato, la sanguisuga si accontenta di scrivere un articolo sul nulla.

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8 maggio 2012 2 08 /05 /maggio /2012 09:28

Se la sinistra italiana ed europea non capisce in fretta che deve uscire dalla trappola mortale gestita dal Fondo Monetario, che vuol far pagare la crisi ai ceti popolari riducendoli in miseria come vittime sacrificali al "dio euro"; se si appiattisce sull'insulsa formula "più sviluppo, meno rigore"; se chiude gli occhi davanti alla rabbia montante dei senza diritto...Allora c'è il rischio che, come avvenne negli anni 70, la parola torni alle armi: i segnali ci sono tutti. Il miglior antidoto contro il ritorno del brigatismo è una sinistra alternativa e radicale che si liberi dall'abbraccio di banchieri e moderati e proponga un modello di vita e di sviluppo totalmente diverso.

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1 maggio 2012 2 01 /05 /maggio /2012 17:49

Commoventi i cuccioli ma...cosa avrebbe detto l'opinione pubblica se un commando di attivisti per i diritti umani avesse liberato un gruppo di immigrati dal centro di via Corelli?centro accoglienza 4

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1 maggio 2012 2 01 /05 /maggio /2012 10:59

E' uscito il numero zero di Yoi, con articoli sulle attività delle principali organizzazioni che disciplinano il karate-do in Italia, e con interviste vecchie e nuove a maestri e atleti. A giorni sarà disponibile anche il sito web della rivista. Il numero zero è in distribuzione gratuita; potete scaricarlo in formato pdf dal nuovo sito web    www.yoimagazine.it

      Dal prossimo numero Yoi sarà disponibile in abbonamento (20 Euro per dieci numeri). L'abbonamento consentirà anche l'accesso illimitato all'archivio storico on-line, con tutti i numeri del "vecchio" Yoi dal 1982 al 1987. Per abbonarvi e contribuire ad arricchire la rivista con i vostri articoli e con le vostre foto, scrivete a sroedner@yahoo.it.

yoinumerozero
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