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1 agosto 2011 1 01 /08 /agosto /2011 17:50

Non è vero che ci voglia più coraggio a vivere nella sofferenza che a uccidersi. Sono baggianate pietistico-cristiane sostenute da chi vuole impedirci perfino di essere padroni della nostra vita. L'istinto di sopravvivenza è fortissimo in tutto il mondo naturale, e la paura della morte è la più forte di tutte. L'istinto di sopravvivenza spiega (come accennavo in un mio post precedente) perché gli ebrei ad Auschwitz non si lanciassero in massa contro il reticolato elettrificato del campo, e perché i ragazzi di Oslo non si siano lanciati tutti insieme per disarmare il folle omicida. La maggior parte di noi preferisce una piccolissima percentuale di probabilità di sopravvivere individualmente al rischio del sacrificio per il bene comune. Per superare questo istinto e questa paura serve una motivazione molto forte, come quella che spinse Rubini, il fondatore dei Gap a Milano, a impiccarsi in cella per evitare di tradire i compagni durante gli interrogatori dei nazisti a San Vittore. Il suicidio per onore, per protesta, per servire una causa, è meritevole di rispetto (non dico certo di imitazione). Oltre a Rubini, ricordo i kamikaze giapponesi, Jan Palach durante laprimavera di Praga, i bonzi buddisti e tanti altri.

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1 agosto 2011 1 01 /08 /agosto /2011 17:41

ciao Maestro, è da giorni che penso agli auguri che mi hai fatto per il mio compleanno. essere stato il tuo miglior allievo è per me un vero onore. Grazie a te Maestro.Grazie a te che sei stato il riferimento piu' importante in anni difficili. Grazie a te che mi hai saputo forgiare nello spirito e nel fisico. Grazie a te che mi hai preparato alle prove difficili della vita. Grazie a te che mi hai insegnato la relazione tra impegno e risultati. Grazie a te che non sei stato solo l'unico Maestro di Karate, ma il Miglior Maestro di vita. Grazie Maestro.

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28 luglio 2011 4 28 /07 /luglio /2011 16:56

Nel luglio del 2010 ho l'infausta idea di aderire alla promozione di Fastweb per la telefonia mobile, ma l'ordine viene consegnato alla portiera quando sono già partito per le ferie. La signora Julia riceve due confezioni identiche e firma per avvenuta consegna. Al mio ritorno scopro che per un errore di Fastweb mi sono stati consegnati due telefonini invece di uno! E qui comincia la mia odissea.

Lascio ahimè passare ancora qualche giorno, e quando telefono al servizio clienti e riesco finalmente, dopo un paio d'ore, a parlare con un operatore, mi informa che sono trascorsi 30 giorni dalla consegna e che quindi dovrò pagare una penale per annullare l'abbonamento al secondo telefonino, che comunque rimarrà a me. Mi prega di aspettare una loro chiamata che non arriva. Richiamo io e la signorina mi precisa che devo mandare una disdetta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Ribadisce che dovrò pagare una penale. 

Mando la raccomandata, non succede niente, arriva la prima bolletta che inesorabilmente mi addebita 40 euro per l'abbonamento al secondo cellulare mai attivato. Richiamo un po' alterato, precisando di aver già inviato la raccomandata. Mi pregano di pazientare e di aspettare una loro telefonata. Aspetto, non succede niente, tranne che due mesi dopo mi vengono addebitati altri 40 euro per il telefonino fantasma. Ridotto all'esasperazione, ritelefono. L'operatore, gentilissimo, si scusa e mi consiglia di spedire una seconda raccomandata.

Così prosegue la mia odissea per tutto l'anno, di telefonata in telefonata,  di bolletta in bolletta, di raccomandata in raccomandata. Nel frattempo seguo anche sui media le vicissitudini giudiziarie del responsabile dell'azienda e gli auguro malignamente un PM stile Di Pietro dei tempi d'oro.

Con la bolletta di luglio 2011 vedo la luce: Fastweb mi comunica l'implementazione di un aumento di 2 (due) euro sul canone mensile e di conseguenza (a caratteri di stampa minuscoli) mi informa che ho il diritto di recesso (entro 30 giorni!!). Vedo la fine del mio incubo kafkiano: sabato 23 mi precipito all'ufficio postale, disdico tutto e firmo un nuovo contratto con una compagnia concorrente, a prezzi inferiori e qualità paragonabile.

 

La ciliegina sulla torta: lunedì 25 mi telefona una signorina piuttosto acida e, dopo aver chiesto conferma dei miei precedenti, mi annuncia la cancellazione del maledetto telefonino. Ci sarà un rimborso ma naturalmente...c'è da pagare la famosa penale!

Rispondo ridendo che sta ormai parlando con un ex-cliente e commento umoristicamente sugli effetti miracolosi della mia disdetta di due prima. "Non l'abbiamo neppure ricevuta", risponde offesa e sdegnosa.

Grazie, Fastweb!

(Dimenticavo: il secondo telefonino è stato scippato mesi fa per strada a mio figlio: un segno del destino!)

 

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28 luglio 2011 4 28 /07 /luglio /2011 13:05

leone14.jpg

 

Nonostante le "coccole" della sua padroncina, è morta la leonessa paralizzata che "aveva commosso il web". Dopo aver versato anche noi il debito tributo di cordoglio, prepariamoci a celebrare i funerali (civili o religiosi) dei milioni di manzi, maiali, polli e tacchini che compaiono ogni giorno sulle nostre tavole.

Senza dimenticare le decine di migliaia di "umani" (come è di moda dire oggi) paralizzati o in stato vegetativo che giacciono nei nostri ospizi, "protetti" da una legge che impedisce di porre fine alle loro sofferenze, accuditi da badanti extra-comunitarie che la Lega vorrebbe rispedire nei paesi d'origine, e ignorati dai loro parenti troppo impegnati nelle proprie occupazioni o in campagne ecologiste o animaliste.

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28 luglio 2011 4 28 /07 /luglio /2011 11:07

L'abbiamo già scritto su questo blog: una delle misure più efficaci per ridurre il deficit sarebbe azzerare il budget della Difesa, cancellando le nostre missioni all'estero, leggi Afghanistan, Iraq e non solo. Violano l'art.11 della Costituzione, sono contro il comune sentire del popolo italiano, e causano centinaia di morti, nei paesi dove interveniamo e anche tra i nostri soldati.

Eppure, tra i partiti rappresentati in parlamento, solo l'Italia dei Valori osa chiedere il ritiro delle nostre truppe. Non lo fa la Lega, che pure sputacchia sul tricolore e proclama l'estraneità della "Padania" ai valori europei, e tanto meno lo fa il sedicente partito democratico, prono a Washington non meno del Pdl, nonostante i valori cristiani e socialisti che dovrebbe esprimere.

La paura è di essere accusati di "fuggire" e "non mantenere gli impegni internazionali", nonostante sia chiaro a tutti che si tratta di una guerra mascherata da missione umanitaria, e di una guerra persa. Ce ne andremo quando lo deciderà Obama. E allora, per favore, risparmiateci le lacrime da coccodrillo sui "nostri" morti e i silenzi osceni sui morti irakeni e afghani.

 

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25 luglio 2011 1 25 /07 /luglio /2011 11:40

La strage di Oslo è una lezione terribile ma utile per tutti noi, se ne sappiamo leggere i tratti fondamentali.

1) Non ci sono paradigmi che si possano applicare al caos contemporaneo globalizzato. Suscitano un sorriso amaro i tentativi di interpretare l'episodio in chiave di estremismo islamico prima che ne fosse noto l'ideatore ed esecutore unico. Dalle vignette su Maometto al ruolo della Norvegia in Medio Oriente, e via delirando. Chi avrebbe ipotizzato il delirio di onnipotenza di un fondamentalista cristiano in stile "Tea Party"?

2) Non serve un'organizzazione centralizzata e tentacolare (come l'immaginario popolare vede Al Qaeda) per perpetrare un massacro, purché si posseggano tempo, fanatismo e il "know-how" tecnologico, e si colpisca un "punto molle" del sistema globale. Il sanguinario visionario norvegese ha fatto più morti in poche ore dei più famigerati gruppi terroristici degli anni 70-80 o di tanti kamikaze imbottiti di esplosivo.

3) Ancora una volta colpisce l'impotenza della massa inerme di fronte all'omicida. Quanti si stupiscono  della mancata reazione degli Ebrei di fronte a una minoranza armata di nazisti che li caricava sui vagoni o li fucilava in massa sull'orlo di una fossa durante l'Olocausto, riflettano sulla tremenda verità che a Oslo sarebbe bastato che quattro o cinque "giovani laburisti" si fossero nascosti nel bosco, si fossero armati di robusti rami e avessero attaccato contemporaneamente da due o tre direzioni diverse l'assassino armato di pistola per sopraffarlo. Ci sarebbe voluto però dell'eroismo, e fino a ora la Norvegia, paese felice, non aveva avuto bisogno di eroi.

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23 luglio 2011 6 23 /07 /luglio /2011 20:37

Alessandro,

Ti rispondo non certo perché le tue argomentazioni siano nuove o perché speri di farti ricredere. Lo faccio perché il mio sito è visitato soprattutto da studenti e per loro può essere un’utile lezione di storia venire a contatto con un certo revisionismo (rappresentato a livello un po’ più insidioso del tuo da personaggi come David Irving) e imparare a replicare usando i fatti storici e non gli slogan.

Prima di tutto devo dirti che ritengo del tutto irrilevante la questione delle mie convinzioni religiose. Se però ci tieni tanto a saperlo, sono stato battezzato (mia madre era cattolica) e lo era anche mio padre, che pure finì in campo di concentramento, e mio zio che venne fucilato a Forlì assieme a mia zia che invece, lei sì, era di religione ebraica. Questo dovrebbe rispondere anche alla domanda sulla mia “etnia”: sei davvero un fascista “politically correct”, ho notato che, almeno per una decina di righe, ti astieni dal parlare di ‘razza’.

Antifascista, sì, lo sono: per lealtà alla nostra Costituzione repubblicana e per coerenza familiare, dato che (come accennerò tra breve) furono proprio i fascisti a perseguitare i miei familiari ed i partigiani (cattolici e comunisti) a salvare mio padre e ad impegnarsi, con esito purtroppo sfortunato) per aiutare i miei zii. 

Francamente trovo degradante la disputa sul numero delle vittime dell’Olocausto. Se per assurdo fossero ‘solo’ un milione come affermi tu, sarebbero sempre un milione di vittime innocenti, tra le quali vecchi, donne e bambini. Con la stessa logica dei numeri, le 10.000 o 20.000 vittime delle foibe sarebbero una bazzecola, e invece non lo sono!

Da “aspirante storico” nonché redattore di saggi quale ti dichiari, dovresti però sapere che l’eliminazione degli Ebrei era cominciata ben prima del 1943, e precisamente nell’estate del 1941, in coincidenza con l’invasione dell’Unione Sovietica, utilizzando i cosiddetti Einsatzgruppen. Un’accelerazione decisiva venne impressa all’Olocausto dopo la conferenza di Gross Wannsee (20 gennaio 1942). Nel 1942 furono messi in funzione in Polonia i tre campi di annientamento di Belzec, Sobibor e Treblinka; solo in questi campi morirono 1.700.000 ebrei.

Fu proprio a Belzec che venne impiegato per la prima volta il monossido di carbonio, prodotto da un normale motore a combustione e irrorato in tre piccole camere a gas per mezzo di finte docce. A Treblinka  (la cui costruzione cominciò nel maggio 1942) morirono tra 800.000 e 900.000 ebrei, poco meno che ad Auschwitz. Nell’estate del 1942 gli arrivi superavano le 6000 unità al giorno, tanto da soverchiare le capacità delle camere a gas e da costringere i tedeschi e gli ucraini che davano loro man forte ad esecuzioni sommarie, non appena i deportati scendevano dai treni. In un solo mese, tra il luglio e l’agosto del 1942, a Treblinka furono uccisi oltre 300.000 ebrei: un triste record, battuto solo nel 1944 ad Auschwitz, con i quattro crematori di Birkenau in piena attività e lo sterminio di 400.000 ebrei ungheresi.

Vedi che il tuo “milione di morti” ci sta molto stretto,a meno di riuscire a spiegare dove sono andati a finire i milioni di ebrei russi, polacchi, slovacchi, ungheresi e degli altri paesi europei occupati dai tedeschi,  scomparsi nel nulla tra il 1939 e il 1945.

Non ci si può certo aspettare che i nazisti lasciassero agli Alleati e ai posteri le prove dei loro misfatti, anche se Hitler l’aveva promesso nel Mein Kampf ed esplicitamente dichiarato nel suo discorso del 1939 al Reichstag: “Se scoppierà la guerra, sarà la distruzione di tutti gli ebrei d’Europa”. Oltre alle confessioni dei carnefici e alle testimonianze dei sopravvissuti dei Sonderkommando (i deportati addetti alla rimozione dei cadaveri e periodicamente gassati anch’essi per non lasciare prove), nel libro che l’ ANED di Milano pubblicherà a gennaio - Il "Kalendarium" di Auschwitz, di Danuta Czech - ci sono proprio i progetti di costruzione delle camere a gas di Birkenau. Ti invito ad acquistarlo e a leggerlo.

Sull’applicazione delle leggi razziali in Italia e sul coinvolgimento dei fascisti di Salò nelle persecuzioni antiebraiche posso parlare per conoscenza diretta: sono vicende che riguardano la mia famiglia e sulle quali ho compiuto ricerche specifiche che hanno portato alla pubblicazione del libro L’orologio di Armin.  Le leggi furono applicate, e non solo sulla carta: i dipendenti statali persero il posto, gli studenti ebrei furono espulsi dalle scuole, i matrimoni misti furono vietati. A mia nonna, sorda e invalida, fu negato il permesso di valersi di una domestica ‘ariana’. Mio padre passò quattro anni in campo di concentramento, arrestato e detenuto da italiani, e quando arrivò l’ordine di trasferirlo a Fossoli (l’anticamera italiana di Auschwitz), lo salvarono solo un medico e un prete (partigiani cattolici) e le SAP (partigiani comunisti) che incendiarono gli archivi a Vaprio d’Adda. Mio zio Bernardo, fascista convinto al punto da donare al Duce le medaglie guadagnate nella prima guerra mondiale ma, purtroppo per lui, ebreo (di etnìa, come dici tu, non di religione) fu arrestato con la moglie Elena da due noti fascisti di Cesena e fucilato sul campo d’aviazione di Forlì. A sparare furono i tedeschi, ma a impedire la fuga c’era una cordone della Guardia Nazionale Repubblicana (fascisti regolari o irregolari? Decidi tu!).

Non tutti i partigiani furono dei santi, e di eccessi, vendette personali ed anche reati comuni ne commisero. Lo ricorda anche Giorgio Bocca nella sua Storia dell’Italia partigiana. Ma lottavano per liberare l’Italia dagli occupanti nazisti, e da una dittatura che aveva gettato il nostro Paese nell’avventura di una guerra ingiusta e sbagliata. Dall’altra parte c’erano quelli che, con l’incoscienza dei vent’anni o la malafede della maturità o di una vecchiaia priva di saggezza, davano la caccia agli ebrei in nome di una pretesa superiorità razziale e professavano il culto della morte, soprattutto di quella altrui.

Per concludere, vorrei commentare brevemente la tua “Antologia del Talmud”: non sono un grande lettore di testi sacri, ma mi pare di capire che anche spulciando anche la Bibbia e il Corano si trovino affermazioni alquanto stravaganti sia sul proprio dio che sulla superiorità della propria fede su quelle ‘concorrenti’. Nel caso degli Ebrei, perseguitati già dai Romani e accusati di ogni nefandezza dai Cristiani, mi pare che qualche ragione di risentimento verso i ‘Gentili’ potremmo anche concedergliela, non ti pare?

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23 luglio 2011 6 23 /07 /luglio /2011 20:35

Salve signor Sergio Roedner,

Mi chiamo Alessandro e sono "incappato" per sbaglio nel vostro sito e ho potuto constatare il vostro antifascismo e la vostra appartenenza alla religione ebraica e, immagino quindi anche, all'etnia ebraica (anche se penso molto lontanamente).

Devo comunicarvi che nel vostro sito vi sono molte imperfezioni se non bugie ed omissioni storiche che, posso denunciarvi con ferma sicurezza, essendo io un aspirante storico ed avendo già scritto alcuni saggi (se volete ve ne potrò mandare alcuni).

Anzitutto trovo riportata per l'ennesima volta la cifra della morte di 6 milioni di ebrei nei campi di sterminio nazisti. Ci tengo a precisare che, non certo per giustificare l'olocausto, che è ormai certo che gli individui di razza e/o confessione ebraica morti nei campi di sterminio nazisti  si aggirano intorno al milione; anche perchè, con i mtodi di allora, non era scientificamente possibile uccidere una tal cifra di individui in poco meno di due anni (ricordiamo che gli stermini ebbero inizio nel 1943). Inoltre, non mi azzardo per nulla a negare l'olocausto, ma vi posso dire per certo che, molte delle camere a gas ritrovate ed "assegnate" ai nazi-fascisti sono vere e proprie bufale storiche, molte delle quali, soprattuto nella Germania dell'est e nei paesi europei più orientali ripetto alla Germania (come ad esempio la Polonia), sono state, diciamo, adibite dalle forze sovietice ed alleate con il fine di discriminare ulteriormente la Gemrania e, se voi sapete, e ve lo posso dire per certo, non sono MAI stati trovati documenti che riguardavano progetti di costruzione e/o ordini di costruzione delle camere a gas.

Continuando, poi, a parlare di campi di concentramento, perchè non citate quelli deglia alleati, dove, tra Russi, Anglo-Americani, Francesi ed altri Paesi alleati sono state internate circa 5-6 milioni (stime certe) solamente di nazi-fascisti (tra cui un elevatissimo numero di nostri con patrioti)?!

Oltretutto, voi parlate di omicidi di ebrei da parte delle forze fasciste (intendendo fascisti italiani) o vi limitate ad infangare gratuitamente quello che fu il fascismo, ma voi sapete che le leggi razziali erano applicate assolutamente solo sulla carta ed organi ufficialmente riconosciuti del PNF prima, del Partito fascista repubblicano poi, non attuarono deportazioni e, gli ebrei che vennero deportati entro il territorio italiano non vennero mai deportati da parte di forze direttamente legate al Partito Fascista Repubblicano e, quelle poche che avvennero, furono fatte da forze autonome?!

Sapete anche poi che durante il ventennio lo stesso Benito Mussolini aprì le porte dell'Italia ad ebrei che venivano perseguitati dai nazisti dandogli, così, riparo?!

Oltretutto, avendo colloquiato con partigiani, avete avuto l'idea di farvi raccontare le loro bufale ed i loro efferati crimini oscurati dall'opinione pubblica?! Guardate ve ne elenco un po' qui di seguito, in modo da darvi spunti da approfondire per i tempi futuri come:

1_La verità sui fratelli Cervi (uccisi dalle stesse forze partigiane essendo stati catalogati come "scomodi").

2_La storia dei sette fratelli Govoni.

3_La verità sulla rappresaglia di Sant'Anna di Stazzema.

4_Gli stupri e le torture che venivano inferti alle donne.

5_I saccheggi alle abitazioni.

6_Le rappresagli personali degli antifascisti dopo il 45.

7_Le persone deportate dalle forze antifasciste.

 

Oppure perchè non parlare delle violenze e delle atrocità compiute da Tito e dai suoi "compagni", come ad esempio l'episodio delle foibe.

 

Vi dico, questo è solo un miliardesimo delle porcherie dei partigiani e degli antifascisti che sono state propriamente occultate nella storia moderna e da gente che non vuole var sapere la verità.

 

Se non eroo, si può anche scrivere molto sui crimini del comunismo (molti di più che quelli del fascismo o del nazismo).

 

Penso di avervi dato spunti a sufficienza per migliorare ed ampliare il vostro sito, no?! Mi aspetto che voi lo facciate, ma non perchè ve l'ho detto io, ma solamente per far conoscere la verità alla gente che, da 60, si sente ripetere sempre le stesse identiche menzogne.

 

Essendo il lavoro che dovrete svolgere molto lungo ed impegnativo vi auguro buona fortuna ed i miei più sinceri auguri.

 

 

                                                                          Alessandro

 

 

P.S.:

Ah, quasi dimenticavo, infine trovo, sulla vostra pagina iniziale una frase, anche molto bella, contenuta nel Talmuld, ma se non mi sbaglio (posso anche sbagliarmi, anche perchè, io, il Talmuld non l'ho letto interamente) vi sono anche frasi del tipo:

 

Quando un ebreo ha un Gentile nelle sue mani, un altro ebreo può andare dallo stesso Gentile, prestargli denaro e truffarlo in sua vece, così da rovinare il Gentile. Poiché la proprietà di un Gentile, secondo la nostra legge, non appartiene a nessuno, e il primo ebreo che passa ha pieno diritto di prendersela.

(Schuican Amen, Choschem Hamischpath, 156).

Non è permesso derubare un fratello, ma è permesso derubare un non ebreo, poiché sta scritto (Levitico XDC, 13) "Non deruberai il tuo vicino". Ma queste parole, dette da Jahvé, non si applicano a un Goy che non è tuo fratello.

(BabaMezia, 6 la)

Un ebreo può mentire e spergiurare per condannare un cristiano. Il nome di Dio non è profanato quando si mente ai cristiani.

(BabaKama, 113a, 113b)

E' un grave peccato fare un regalo ad un Gentile. Ma è permesso dare l'elemosina al povero dei Gentili, visitare i loro malati e dare gli ultimi onori ai loro defunti e consolare i loro parenti per mostrare pace, cosi che il Gentile possa pensare che gli ebrei sono loro buoni amici nel mostrare loro consolazione.

(Aboda Zarah, pag. 20)

Una cosa perduta da un Goy può non solo essere tenuta dall'uomo che l'ha trovata, ma è anche proibito ridargliela indietro.

(Schuican Aruch, Choschen Hamischpath, 266, I)

Gli ebrei devono sempre cercare di imbrogliare i cristiani.

(Zohar I 160a)

Quelli che fanno del bene ai cristiani non risorgeranno mai dai morti.

(Zohar I 25b)

Al tempo del Cholhamoed il disbrigo di ogni tipo di affare è proibito. Ma è permesso praticare l'usura sui Gentili, perché la pratica dell'usura su un Gentile in ogni momento piace al Signore.

(Schuican Amch, Orach Chailìi, 539).

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23 luglio 2011 6 23 /07 /luglio /2011 20:33
  


Credo che parlando dell'Olocausto, soprattutto in Italia, si insista un po'  troppo sulla "pazzia" di Hitler e sulla pretesa unicità dell'antisemitismo nazista. La realtà, come sanno gli studiosi della materia, è ben diversa. La storia europea, dal Medio Evo in poi, è macchiata un po' ovunque da pogrom, discriminazioni, odiose vessazioni ai danni delle varie comunità ebraiche, ovunque limitate nei loro diritti civili e additate al pubblico abominio dai pulpiti delle chiese, cattoliche o protestanti che fossero. Un ottimo libro sulla storia degli ebrei tedeschi, The pity of it all, di Amos Elon, New York 2002, racconta un episodio tra i meno noti.
Nell'agosto del 1819, la Baviera e tutta la Germania
centrale e sud-occidentale furono scosse da un'improvvisa ondata di sommosse  antisemite. Per due o tre giorni, folle inferocite percorsero le strade di Wuerzbug, Francoforte, Colonia ed altre città tedesche, saccheggiando e demolendo case e botteghe di ebrei, gridando "Hep! Hep! Jude verreck!" (Morte a tutti gli Ebrei!) I disordini cominciarono all'università di Wurzburg, dove un anziano professore che si era espresso in favore della concessione dei diritti civili agli Ebrei dovette scappare per salvarsi la vita, inseguito dagli studenti furibondi. Due persone vennero uccise e venti ferite. Il grido di Hep! Hep! è un acronimo della frase latina Hierosolyma est perdita (Gerusalemme è perduta). I moti furono spontanei, forse innescati da una crisi economica; la polizia intervenne troppo tardi o si limitò a guardare. In parecchie città, membri della borghesia rispettabile, studenti e perfino professori universitari furono tra gli istigatori.
Episodi come questi e innumerevoli altri, simili o peggiori di questo, chiariscono fin troppo bene perché la propaganda nazista attecchì così rapidamente in Germania e altrove: l'unica vera novità fu la sistematica eliminazione fisica di un popolo al quale (salvo in tempi e luoghi ben circoscritti) era stato sempre negato al diritto a vivere dignitosamente a parità di diritti con gli altri cittadini.

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23 luglio 2011 6 23 /07 /luglio /2011 20:22

Per conformismo si intende l'adesione al punto di vista o allo stile di vita della maggioranza o del gruppo di appartenenza, dettata non da intima convinzione ma per desiderio di essere accettati o per paura di apparire 'diversi'. Si differenzia dall'obbedienza perché non richiede la presenza di una figura autoritaria per manifestarsi: è il gruppo ad imporre il comportamento.
Lo psicologo Solomon Ash nel 1951 dimostrò sperimentalmente la frequenza del conformismo chiedendo ai partecipanti di stabilire quale, fra tre linee (A, B, C) fosse della stessa lunghezza di una linea data. Sebbene fosse evidente che la linea da scegliere era B (la percentuale di risposte esatte in assenza di 'trucchi' sfiorò infatti il 100 %), Ash dimostrò che, anche in materia di percezioni evidenti, un buon numero di persone sono influenzate dal giudizio altrui. Infatti, introducendo nell'esperimento tre falsi soggetti (in realtà 'complici' dello sperimentatore) che concordemente rispondevano 'A', il 74 % dei partecipanti cambiò parere almeno una volta per 'conformarsi' al giudizio altrui!
Il conformismo è spesso il prodotto di un'educazione autoritaria che non permette né valorizza la libera espressione del proprio pensiero: crea una generazione di ipocriti incapace di riflettere criticamente e timorosi di differenziarsi dalla 'maggioranza'. L'atteggiamento conformista dei gran parte degli italiani e dei tedeschi di fronte al nazi-fascismo è il prodotto della scuola autoritaria degli anni '20 e '30.

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