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4 giugno 2011 6 04 /06 /giugno /2011 13:38

Analogie e differenze tra fascismo e berlusconismo

 

Mussolini era un capo carismatico

Berlusconi è (o era) un capo carismatico

Il fascismo era appoggiato da industriali e agrari

Berlusconi è stato (non è più) appoggiato dagli industriali.

Il fascismo è nato per combattere socialismo e comunismo.

Berlusconi vede nei comunisti i suoi nemici principali.

Il fascismo soppresse la stampa libera

Berlusconi domina il mondo dell’informazione televisiva ma sussiste la libertà di stampa

Mussolini soppresse tutti gli altri partiti

In Italia oggi persiste una pluralità di partiti.

Mussolini diventò capo del governo per incarico del re dopo un’azione violenta (la marcia su Roma)

Berlusconi è stato votato dagli elettori

Il fascismo fascistizzò la magistratura.

Berlusconi intende sottomettere i magistrati al potere politico.

Il fascismo fu preceduto dalla violenza degli squadristi

Il berlusconismo non è un movimento violento.

Il fascismo era un’ideologia nazionalista

Il berlusconismo è un miscuglio eterogeneo di nazionalismo (AN) e di separatismo (Lega)

Mussolini fascistizzò la scuola pubblica

Berlusconi impoverisce la scuola pubblica e favorisce la scuola privata

Mussolini ostentava la sua virilità e aveva molte amanti

Berlusconi ostenta la sua virilità e ha molte amanti a pagamento

Mussolini disprezzava le democrazie occidentali e simpatizzava per la dittatura nazista.

  Berlusconi disprezza la UE e simpatizza per dittatori come Putin e Gheddafi.

Mussolini disprezzava il Parlamento e si appellava al popolo.

  Berlusconi disprezza il Parlamento e si appella al popolo.

Mussolini disprezzava negri, omosessuali e dopo il 1938 perseguitò gli ebrei.

Berlusconi fa battute umoristiche su neri e gay e perseguita immigrati e rom.

Il fascismo relegava le donne in casa e chiedeva loro di fare molti figli per la patria

Il berlusconismo vede le donne come oggetti sessuali e le premia promuovendole nella politica e nello spttacolo.

Il fascismo usava gli inni di partito.

Il berlusconismo usa gli inni di partito.

 

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31 maggio 2011 2 31 /05 /maggio /2011 22:00

La seconda liberazione di Milano

 

Non ero ancora nato il 25 aprile 1945, ma per i miei genitori la liberazione di Milano dai nazifascisti ad opera prima dei partigiani e poi degli alleati significò la fine di un incubo durato ventitre anni. In particolare, mio padre, perseguitato coi suoi familiari in quanto ebreo e salvato dalla Resistenza, potè tornare a una vita normale e farsi una famiglia propria. Chi scrive questo blog non sarebbe mai nato senza il 25 aprile.

 

25aprile16.jpg

 

Ero invece in piazza Duomo ieri, 30 maggio 2011, ad assistere incredulo ad una grande festa popolare che celebrava la vittoria di Giuliano Pisapia, il primo sindaco di sinistra dopo vent'anni, al termine di un ventennio che ha segnato il punto più basso per la nostra città, passata dalla "Milano da bere" di Craxi negli anni 80 al rozzo e becero razzismo della Lega, fino alla Santa Alleanza tra affarismo e malavita organizzata che è stata la cifra del dominio berlusconiano. La vittoria di Giuliano Pisapia, il candidato in partenza meno "presentabile" ai moderati perché proveniente dalle file di Rifondazione Comunista, ma che ha saputo catalizzare intorno a sé tutto il centro-sinistra, rappresenta una seconda liberazione di Milano, meno cruenta ma forse non meno radicale della prima.

 

festa-x-pisapia.jpg

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24 maggio 2011 2 24 /05 /maggio /2011 16:04

diotivede.jpg

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22 maggio 2011 7 22 /05 /maggio /2011 09:13

La Moratti ha accusato Giuliano Pisapia di complicità con il gruppo terroristico "Prima Linea". Chissà se qualcuno l'ha informata che Marco Barbone, assassino del giornalista Walter Tobagi, collabora oggi col "Giornale" di Berlusconi?

Nell'ottobre del 1980 Barbone fu arrestato e la sua collaborazione con le forze dell'ordine portò all'arresto dei membri del gruppo . Il processo ebbe luogo a Milano nel 1983 per una serie di reati: oltre all'omicidio Tobagi vede il gruppo imputato di partecipazione a corteo non autorizzato, banda armata, esproprio proletario (cioè rapina), apologia di reato. Il procedimento vide una sostanziale chiusura alle richieste di approfondimento delle parti civili, sia sulle precise circostanze degli avvenimenti che sui motivi del pentimento di Barbone.

Grazie all'applicazione della legge sui pentiti, che prevedeva forti sconti di pena per chi collaborasse alle indagini, su richiesta del pm Armando Spataro Barbone fu condannato a 8 anni e 6 mesi, ma contemporaneamente scarcerato, in quanto ammesso al beneficio della libertà condizionata.

Al di là della verità processuale, non fu mai definitivamente chiarito il ruolo avuto nell'omicidio dalla fidanzata di Barbone, Caterina Rosenzweig, ex allieva universitaria di Walter Tobagi e che fu processata ma assolta per insufficienza di prove, a differenza di altri componenti dell'organizzazione che ebbero ruoli marginali ma condanne attorno ai trent'anni di carcere. Ciò generò notevole risentimento nell'area della contestazione, presente al processo, perché fu interpretato come una contropartita eccessiva rispetto ad un pentimento interpretato come "di comodo".

Negli anni successivi Barbone ha aderito a Comunione e Liberazione.

Sulla vicenda di Marco Barbone si è soffermato il libro di Benedetta Tobagi Come mi batte forte il tuo cuore. La figlia del giornalista assassinato conclude ricordando che Barbone, dopo una modesta carcerazione, si è convertito al cattolicesimo ed è responsabile comunicazione della Compagnia delle Opere.

Attualmente collabora con il settimanale Tempi del quotidiano Il Giornale.


Walter-Tobagi-ucciso-sul-marciapiede.jpgIl corpo di Walter Tobagi sul marciapiede a Milano: il suo assassino è al soldo di Berlusconi.

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21 maggio 2011 6 21 /05 /maggio /2011 18:44

Ecco come Pisapia intende trasformare piazza del Duomo a Milano se diventerà sindaco!

 

piazzaduomopisapia-copia-1.jpg

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21 maggio 2011 6 21 /05 /maggio /2011 13:27

A qualcuno non piacciono le bandiere rosse...

 

bandiererosse.jpg

 

 

e a qualcuno non piace il saluto romano della Brambilla

 

saluto-romano.jpg

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20 maggio 2011 5 20 /05 /maggio /2011 20:12

Il centro-destra a Milano vince solo tra i pensionati (49,3% contro il 43,5 di Pisapia) e le casalinghe (51%). Tra i laureati, solo il 27% vota per la Moratti, contro il 60% del centro-sinistra; tra i più giovani c'è lo stesso trend.

Se questo è il serbatoio dei voti di Berlusconi a Milano, si può capire che insista con gli immigrati, i musulmani e i centri sociali. Peccato che i problemi veri, grossi e irrisolti della nostra città siano altri:

  • l'infiltrazione della malavita organizzata, con la complicità della classe dirigente del centro-destra;
  • la massiccia evasione fiscale tollerata, anzi incoraggiata dal governo;
  • la militarizzazione della città, con i vigili urbani impropriamente adibiti a funzioni poliziesche;
  • la persecuzione delle minoranze più indifese, con la caccia ai clandestini sugli autobus e l'espulsione dei rom (donne e bambini compresi) di campo in campo, contro ogni ragionevolezza e umanità;
  • l'indifferenza ai problemi ambientali, a quelle dei vecchi e dei malati;
  • l'azzeramento di ogni politica culturale, funzionale a una classe politica che vuole ignoranti i propri sudditi per pilotarli con l'uso e l'abuso dei mezzi di comunicazione di massa.

Vedremo fra una decina di giorni se i milanesi l'avranno finalmente capito.

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19 maggio 2011 4 19 /05 /maggio /2011 16:33
Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole  rappresentare.”
(Elsa Morante, a proposito di Benito Mussolini, scritto nel 1945)
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17 maggio 2011 2 17 /05 /maggio /2011 22:56

Visto che la balla di Pisapia terrorista non ha funzionato un gran che, quei geni che stanno così abilmente pilotando la campagna elettorale del centro-destra a Milano hanno deciso di agitare lo spauracchio dei centri sociali. Da domani il tormentone fino al ballottaggio sarà: "Se votate Pisapia riempirà Milano di centri sociali!".

Ma davvero i centri sociali sono così pericolosi? Chi scrive li ha visti nascere e diffondersi come funghi verso la fine degli anni 60: il primo fu forse l'ex-Albergo Commercio, in piazza Fontana, occupato per pochi mesi e poi sgombrato e demolito (se non ricordo male) nell'estate del 1968.

I centri sociali sono stati punti di aggregazione giovanile spontanei, più o meno politicizzati, per un lungo periodo sola alternativa laica agli oratori. Vi si è discusso, suonato, fatto l'amore e altre cose: la mia palestra di karate, a metà degli anni Settanta, è stata ospitata per circa un anno in due "case occupate" trasformate in centri sociali, in via Pezzotti e in corso Lodi.

In che cosa consisterebbe dunque per il centro-destra la pericolosità dei centri sociali? Stando a Berlusconi, La Russa & Co. essi sarebbero spazi occupati illegittimamente, dove ci si droga e ci si prepara alla guerriglia. Vediamo di discutere queste tre affermazioni.

1) La prima è vera: in mancanza di spazi legali, i giovani occupano edifici sfitti, spesso degradati, che cercano di riqualificare, solo per essere periodicamente sfrattati dalle forze dell'ordine. Se gli spazi fossero concessi dalle autorità preposte, queste occupazioni non ci sarebbero.

2) Nei centri sociali ci si droga esattamente come lo si fa nelle discoteche e nei salotti della buona borghesia. il merito dei centri sociali è se mai di tenere lotani gli spacciatori e l'illegalità e criminalità che accompagna lo spaccio.

3) Solo una minoranza dei centri sociali è politicizzata, e non mi risulta che nessun gruppo terroristico abbia mai avuto sede al Leoncavallo o in luoghi simili, ma piuttosto in luoghi insospettabili e non sotto i riflettori delle forze dell'ordine.

Personalmente guardo con grande simpatia la presenza dei centri sociali e mi auguro che si moltiplichino come "cento fiori", per restituire ai giovani libertà, creatività e iniziativa in questa città così grigia, arida e fredda. E non credo che la Moratti risalirà la china col babau del Leoncavallo.

leoncavallo.jpg

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17 maggio 2011 2 17 /05 /maggio /2011 16:16

pisapia

 

Sapete da quanto tempo Milano è amministrata dalla destra? Da diciotto anni. Dopo la caduta di Pillitteri, socialista coinvolto in Tangentopoli, e dopo un "interregno tecnico" durato un anno e mezzo, la Lega Nord conquistò la mia città nel giugno 1993, quando mio figlio aveva quattro mesi. In successione ci siamo goduti il rozzo Formentini, l'efficientista Albertini (sul nostro groppone per ben nove anni) e infine la nullità politica e umana fatta persona, Letizia Moratti, in carica (per così dire) dal giugno 2006.

E' così strano esultare per il successo al primo turno di Giuliano Pisapia, un candidato che ha saputo unire le varie anime della sinistra non per decisione burocratica ma per consenso popolare? Giuliano Pisapia ha un grande merito, quello di aver condiviso le speranze e i sogni di rinnovamento di molte generazioni di milanesi e di italiani. Chi gli rimprovera di aver indossato l'eskimo, finge di dimenticare che il 68 fu in tutto il mondo un fenomeno di massa, in cui l'eccezione era rappresentata da chi (come Silvio e Letizia, senza alcun dubbio) si è chiamato fuori. In un simile magma si è lottato spalla a spalla con chi a un certo punto ha fatto scelte deliranti: niente di strano che simpatizzanti di Prima Linea frequentassero il collettivo di via Decembrio. Questo non fa di Pisapia un terrorista più di quanto la militanza nelle Brigate Rosse di un ex-compagno del liceo Beccaria faccia di me un brigatista. Senza dimenticare che il nostro attuale Ministro della Difesa era all'epoca un picchiatore fascista, senza dubbio ben più violento del futuro sindaco di Milano.

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