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15 maggio 2011 7 15 /05 /maggio /2011 18:48

Ad ogni tornata di elezioni, politiche o amministrative che siano, per me, nipote di ebrei assassinati in italia dai nazifascisti, è facilissima: non dare il mio voto a schieramenti che abbiano al loro interno gruppi o individui simpatizzanti per il fascismo (vedi La Russa, Santanché ma anche la Brambilla qui ripresa mentre fa il saluto romani) o con connotazione chiaramente razzista, come la Lega Nord. Voto sempre invece per la coalizione che abbia le maggiori possibilità di batterli!

Michela-Vittoria-Brambilla-saluto-Romano-300x228.jpg

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13 maggio 2011 5 13 /05 /maggio /2011 16:33

pisapia.jpg

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3 maggio 2011 2 03 /05 /maggio /2011 23:22

Non occorre essere un genio della politica come Bruno Vespa per capire che l'uccisione di Bin Laden da parte dei reparti speciali americani ha un valore eminentemente simbolico. Da un punto di vista operativo e strategico il capo di Al Quaida era infatti fuori gioco da un decennio, e d'altra parte dietro il "trade mark" della sua organizzazione si nasconde una galassia di sigle e di individui del tutto indipendenti dal suo defunto leader carismatico. E' una semplificazione per menti ingenue immaginare Al Quaida come una specie di "Spectre"o un partito bolscevico gestito col metodo del "centralismo islamico".

Sotto questo aspetto l'eliminazione di Bin Laden ricorda l'esecuzione di Mussolini o l'assassinio di Che Guevara: in entrambi i casi erano due comandanti ormai vinti, in fuga o braccati dal nemico.

Simbolicamente, il presidente Obama dà in pasto al popolo americano un'epica rivincita dell'11 settembre (approvato ma molto probabilmente non organizzato da Bin Laden) e tenta di risollevare le sorti della sua traballante presidenza. I festeggiamenti di moltissimi suoi connazionali durante la notte sembrano dargli ragione, ma solo la storia dirà se questa uccisione simbolica sia stata una mossa azzeccata o un errore.

Osama diviene ora un'icona non solo per i suoi seguaci ma per gran parte del mondo islamico: diventa il martire per eccellenza in mezzo a una popolazione che ha scelto il martirio come unica arma di lotta contro avversari molto più potenti e tecnologici. Non a caso gli americani hanno fatto sparire il suo cadavere: quello martoriato di Mussolini venne trafugato da Leccisi e divenne oggetto di culto per il neofascismo, mentre la fotografia del cadavere del "Che" ha fatto il giro del mondo, generando una "cristologia marxista" e alimentando la rivolta del 68. Con la morte di Bin Laden si apre una fase nuova, probabilmente non meno cruenta, dello scontro fra due mondi separati da un baratro di incomprensione e di ricchezza. C'è poco da gioire, ma molto da stare in guardia.

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29 aprile 2011 5 29 /04 /aprile /2011 21:40

E' sbalorditivo come in un momento di grave crisi economica mondiale, di conflitti e rivoluzioni nel Medio Oriente, terremoto,allarme nucleare e, per restare nel nostro Paese, di graduale passaggio da una democrazia formale a una dittatura di tipo peronista, la scena mediatica sia occupata quasi per intero da due non-avvenimenti: il matrimonio del signor William con la signorina Middleton, e la "beatificazione" di Giovanni Paolo II, per il quale la chiesa cattolica ha ideato una "fast track" per farlo santo, con tanto di "certificazione" di due "miracoli" ad opera di una commissione di "esperti". C'è da chiedersi che fine ha fatto il CICAP, un'organizzazione "educativa e senza finalità di lucro, fondata nel 1989 per promuovere un'indagine scientifica e critica sul paranormale" e soprattutto se il cervello di milioni e milioni di teleutenti sia definitivamente ridotto in pappa.

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20 aprile 2011 3 20 /04 /aprile /2011 14:48

Cara amica,
Ho ricevuto oggi la tua lettera e mi ha fatto molto piacere perché l'unico messaggio recente ricevuto via casella postale è stato quello del sindaco Moratti che è finito direttamente nel bidone riservato alla carta. Tuttavia non ti risponderò via lettera e francobollo, semplicemente perché ho smesso di comunicare così: per mail sono sicuro che quello che scrivo arrivi, e arrivi presto. Ciò non toglie che sia bello che qualcuno sovvenzioni le poste e faccia lavorare i postini!
Dicevo che mi ha fatto piacere ricevere e leggere la tua lettera, che è molto gentile ma ha un solo difetto: mi idealizza troppo. Non nel senso che non sia vero quello che tu scrivi: io sono rimasto esattamente (capelli e pancia a parte) quello che ero nel 1970, tranne alcune punte smussate: sono meno violento e un filino meno impulsivo di allora. Ma non lo faccio per desiderio di coerenza o perché io sia migliore di chi mi circonda e cambia col tempo. E' solo perché sono fatto così, dev'essere scritto nel mio DNA, o forse nel complesso di superiorità che ho sempre avuto e che mi impedisce di "abbassarmi" a compromessi per piacere a qualcuno, siano i genitori dei miei allievi o i clienti della mia palestra o il preside o qualche donna o uomo che incontro. Più che coerente, sono rigido, inflessibile. Non per caso, in politica il mio modello non è Lenin, ma Robespierre.
Di me ho scritto a sufficienza. Di te intuisco che tu sia delusa da conoscenze vecchie e nuove, e che tu stia conducendo una lotta (con gli altri o con te stessa?) che ti stanca. A proposito, io non mi considero "in lotta". Se mai, sono nel mio piccolo uno di quei "cattivi maestri" che diffondono il "verbo" dell'antagonismo più con le parole che con l'esempio. Sono contento che il nostro incontro sia stato per te un "dono" ma, ripeto, non vedermi migliore di quello che sono. Sono sempre un piccolo borghese preoccupato prima di tutto della propria sopravvivenza, poi della salvaguardia del proprio nucleo familiare (o di quello che resta, in questo caso mio figlio) e poi di qualche raro e prezioso amico o amica, tra i quali annovero anche te. La lotta contro il nuovo fascismo viene dopo queste tre priorità.
Contraccambio l'abbraccio,
Sergio

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11 aprile 2011 1 11 /04 /aprile /2011 18:44

jkaitalia.jpg

Dai risultati ufficiali dei campionati europei JKA, disputati a Crawley (GB) il 2 aprile 2011, si delinea una buona prestazione complessiva della squadra femminile italiana, mentre gli uomini si devono accontentare del terzo posto nel kata a squadre seniores e cadetti.

 

Kata femminile individuale seniores:

1. RUIP (Ungheria)

2. BARNABA Francesca (Italia)

3. LAPP (Germania)

4. ZANFIROVIC (Serbia)

 

Kumite femminile individuale seniores:

1. LAPP (Germania)

2. MILILLI Maria Elena (Italia)

3. DE BRUCKER (Belgio) e CIFKOVA (Germania)

 

Kata femminile a squadre seniores:

1. GERMANIA

2. ITALIA

3. SERBIA

4. INGHILTERRA

 

Kumite femminile a squadre seniores:

1. SVEZIA.

2. ITALIA

3. SERBIA e REPUBBLICA CECA.

 

Kata maschile individuale seniores:

1: VRANJES (Germania)

2. SZELL (Ungheria)

3. BISCEGLIE (Germania)

4. SHARAFEEV (Russia)

 

Kumite maschile individuale seniores:

1. VICAIRE (Belgio)

2. BOUDOT (Francia)

3. FRIDECKY (Repubblica Ceca) e SHARAFEEV (Russia)

 

Kata maschile a squadre seniores:

1. GERMANIA

2. REPUBBLICA CECA

3. ITALIA

4.MONACO (?!)

 

Kumite femminile a squadre seniores:

1. FRANCIA.

2: DANIMARCA

3. BELGIO e RUSSIA

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10 aprile 2011 7 10 /04 /aprile /2011 09:38

Tra l'indifferenza quasi generale, l'Italia sta scivolando verso una semi-dittatura che mi ricorda da vicino il ventennio fascista. Ne vorrei riassumere gli aspetti principali a vantaggio dei molti distratti.

1) I tre partiti che formano la coalizione di governo sono, con diverse sfumature, illiberali, autoritari e xenofobi. Alleanza Nazionale non è altro che la versione riveduta e corretta del Movimento Sociale, vale a dire gli eredi del fascismo di Salò. L'attuale ministro della Difesa, Ignazio La Russa, è un ex-picchiatore fascista attivo a Milano negli anni 70. La Lega Nord è un raggruppamento separatista che fa della secessione della "Padania" e della caccia (o cacciata) agli immigrati la propria bandiera. Infine Forza Italia è un partito mediatico di stampo peronista riunito attorno alla figura del suo leader carismatico, Silvio Berlusconi.

2) In una democrazia che si rispetti, i tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) sono separati. Da noi il primo, rappresentato dal Parlamento, è ridotto all'umiliante compito di approvare leggi a difesa del Premier, che dispone dei mezzi finanziari necessari per acquistare deputati e senatori e rafforzare così la propria maggioranza. L'opposizione, divisa e incerta, oscilla fra la tentazione dell'Aventino e le trattative con settori della maggioranza. Il potere giudiziario si trova sotto attacco da parte dei primi due e non si sa fino a quanto potrà resistere.

3) Il quarto potere (stampa e mass media) è in gran parte controllato dall'esecutivo che si dà un gran da fare per ridurre ulteriormente gli spazi di critica, di satira e di libertà. Se è vero che i primi due giornali per numero di lettori sono portavoci o danno spazio all'opposizione, è altrettanto vero che gli italiani sono i peggiori lettori d'Europa e si formano le proprie opinioni davanti al piccolo schermo, quasi interamente occupato da Berlusconi, se si trascurano le piccole enclave di Rai 3, della Sette e di Sky.

4) Il fascismo venne definito totalitarismo imperfetto perché di fronte al potere di Mussolini rimasero, almeno sulla carta, altre due autorità teoricamente in grado di limitarlo. Di fatto però la monarchia sabauda appoggiò il fascismo fino a quando non fu chiaro che la sconfitta in guerra era inevitabile, e con la chiesa cattolica Mussolini firmò un accordo, i Patti Lateranensi, che gli garantì l'appoggio delle gerarchie ecclesiastiche e condiziona ancora oggi la laicità dello Stato. Al totalitarismo imperfetto di Berlusconi si contrappongono un Presidente della Repubblica garantista ma anziano e limitato nei suoi poteri, ed una Corte Costituzionale anch'essa sotto continuo attacco. La chiesa cattolica, negli anni venti come oggi, sembra temere soprattutto i rossi, i laici e la sopravvivenza delle scuole cattoliche, e perciò chiude non uno, ma due occhi sul modello negativo offerto dal presidente del Consiglio.

5) Mussolini fascistizzò la scuola pubblica, il berlusconismo la riduce allo stremo. Consapevole che la cultura sviluppa il senso critico, dirotta i ricchi verso le scuole private e impoverisce gli insegnanti. Il nuovo fascismo non ha una sua filosofia, un Giovanni Gentile che riformi la scuola in senso classista e autoritario. Berlusconi ha la Gelmini. Come diceva qualcuno, quando la Storia si ripete, la prima volta è una tragedia, la seconda una farsa. Il nuovo fascismo non avrà Giovani Italiane orogliose di sfilare cantando inni a gloria della patria e del Duce, ma veline, meteorine ed escort pronte a soddisfare le voglie del nuovo duce in sedicesimo e dei suoi gerarchi.

A quando la nascita di una nuova Resistenza?

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26 marzo 2011 6 26 /03 /marzo /2011 20:08

E' indiscutibile e ormai acclarato che alle origini della scissione ci sia stata una rottura tra i maestri Shirai e Naito. La controprova più evidente è che il primo, che si era inopinatamente e prematuramente "pensionato" nel momento dello scontro, ha ripreso pienamente il suo ruolo dopo l'estromissione del secondo.
Questo nulla toglie al dolore per la lacerazione e alla mia personale disapprovazione per il modo sbrigativo e direi brutale con cui sono stati liquidati atleti e maestri che non avevano ancora chiaramente espresso la loro scelta futura.
E non toglie nulla al mio personale rammarico per la perdita del maestro Naito e dei suoi allievi, e dei contatti con la Jka che resta a mio avviso la casa madre del nostro stile, oltre che punto di riferimento imprescindibile per un kumite veloce ed efficace, cioè l'esatto contrario di quello made in ITKF.

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1 marzo 2011 2 01 /03 /marzo /2011 21:36

(Lo ammetto, ho rubato l'idea a Roberto Saviano)

 

1) Il 3 a 1 al Barcellona visto di persona ( o, a scelta, il 3 a 0 al Liverpool, sempre visto di persona).

2) Una fetta di meringata il giorno del mio compleanno.

3) Vedere con mio figlio Momenti di gloria e scoprire che si commuove anche lui.

4) Quando uno studente mi dice: "Prof, lei è un grande!"

5) Vedere per laprima volta dopo 50 anni il filmino della mia famiglia girato da mio cugino nel 1955.

6) Il primo bacio.

7) L'Inferno di Dante (o a scelta l'Iliade).

8) Arrivare in cima alla Capanna Marinelli dopo 3 ore e mezzo di fatica.

9) Il giorno in cui guardando la famosa provetta ho scoperto che sarei diventato papà.

10) Superare l'esame di primo Dan.

 

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22 febbraio 2011 2 22 /02 /febbraio /2011 15:02

 

Tutto sommato mi sembra giusto che dal 2010 solo i tesserati dell’Istituto Shotokan Italia possano partecipare agli stage I.S.I. : si eviterà in tal modo che i tesserati Fikta vi si iscrivano pagando una soprattassa al solo fine di prepararsi agli esami di Dan (Fikta) che spesso seguono questi stage. È più dignitoso che vi partecipi solo chi è davvero interessato all’attività dell’Istituto e non persegue il fine utilitaristico di “farsi vedere” dai maestri e magari scoprire in anticipo qual è la “combinazione giusta”per l’esame di terzo, quarto o quinto dan.

A questo punto, restano però altri due passi da fare:

1) La Fikta organizzi dei propri stage di preparazione ai propri esami, e in sede d’esame gli esaminatori si attengano scrupolosamente ai programmi stampati e diffusi in tutte e palestre. Se si giudicano obsoleti i programmi del 1989, si modifichino e si illustrino i cambiamenti negli stage per istruttori e, perché no?, con dei filmati sul sito federale, così come si fa per il regolamento delle gare. Non mi sembra la soluzione ideale quella di demandare a un’altra organizzazione (l’ISI) questo compito: dopo tutto, mi sembra che gli unici requisiti per sostenere l’esame siano il tesseramento Fikta e il pagamento della tassa di iscrizione.

2) L’ISI ha nel suo staff un livello tecnico tanto eccelso da poter proporre ai suoi iscritti ben altro che degli allenamenti pre-esame. Non sta certo a me suggerire i contenuti, ma sono sicuro che molti tra noi (me compreso) vi si iscriverebbero e farebbero opera di proselitismo presso i propri allievi se non vi vedessero una sorta di “doppione”della Fikta e nei suoi stage una specie di “lasciapassare” implicito ma un po’ antipatico per gli esami di Dan federali.

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