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25 gennaio 2018 4 25 /01 /gennaio /2018 14:31

Beniamino.
Tra le molte persone notevoli che ho conosciuto nel centro riabilitativo di Albese, merita una menzione su questa pagina Beniamino, un ragazzo grande e grosso di diciannove anni con la faccia pulita di un bambino e un'abilità incredibile nel sottrarsi alle ferree leggi del reparto. A lui era concesso disertare i pasti e le attività che non gradiva, di non fare i "compiti" e magari di ottenere più tardi un panino o altro cibo dalle infermiere o dal personale di cucina, in cui risvegliava penso un affetto materno. Usciva e rientrava alle ore più impensate, guidato da una vitalità e un'inquietudine che facevano contrasto con la staticità e lo slow motion tipici degli altri "ospiti".
Ho saputo ben presto che era anch'egli un karateka, cintura nera primo Dan, allievo del maestro Gianmarco Citelli, che ricordo di aver arbitrato da bambino (lui). Così tra di noi è nata un'amicizia e complicità che spesso si traduceva in discussioni sulla "politica" del karate (la sua palestra è iscritta alla JKA Italia) o sull'efficacia della nostra disciplina. In più di un'occasione abbiamo improvvisato qualche "scambio" di kumite tra lo stupore e l'interesse degli astanti.Naturalmente, il va sans dire che Beniamino era molto più veloce di me, il che non gli impediva di avere sempre un atteggiamento rispettoso, dettato penso dalla venerabile età del suo partner. Adesso che siamo usciti tutti e due, siamo rimasti in contatto virtuale, e non dispero di rivederlo un giorno in visita al mio piccolo dojo.

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25 gennaio 2018 4 25 /01 /gennaio /2018 14:28

MARIA MADDALENA
Maria Maddalena era una povera creatura asessuata, prosciugata dal digiuno volontario, con un enorme bitorzolo su una guancia, abbandonata nell'ospedale di Albese dalle sue due sorelle che non potevano o non volevano più occuparsi di lei. Maria Maddalena, maestra elementare in pensione, era dilaniata fra due pulsioni opposte, quella di mangiare e quella di digiunare, quella di curarsi per guarire e quella di rifiutare ogni terapia perché inutile. Si aggirava per il corridoio del reparto, borbottando riflessioni amare sul proprio destino e richieste di aiuto. Era la disperazione dei medici e delle infermiere che cercavano invano, con le buone e con le cattive, di somministrarle terapie e pasti alle ore canoniche. La maggior parte dei degenti la evitava,dribblando le sue invocazioni di soccorso e sorpassandola all'ora dei pasti. Solo in pochi cercavano di aiutarla, spingendola o trascinandola verso la sala da pranzo. Nonostante le labbra spaccate dall'arsura,rifiutava di bere perché l'acqua, a suo dire,le faceva "La bocca bruttissima".Negli intervalli di calma si scusava con gli altri malati per il disagio che creava e li invidiava perché, secondo lei, tutti erano destinati alla guarigione tranne lei che "non aveva speranze". Al momento di partire da Albese le ho preso la mano per salutarla e lei non voleva più lasciarla andare, ripetendomi per l'ennesima volta:"Professore, lei è fortunato, lei sta meglio, invece per me non c'è speranza". Non so con quanta sincerità, ho ribattuto che c'era speranza per tutti ma lei ha concluso desolata: "No, con me non sanno cosa fare. Le medicine non fanno effetto. Mi sopportano, ma cosa sarà di me fuori di qui?" Spero che lo psichiatra o la psicologa siano andati con lei oltre il "protocollo" previsto e abbiano passato qualche mezz'ora con lei che, più che gli psicofarmaci, aveva disperato bisogno di attenzione e di amore.

Maria Maddalena

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23 gennaio 2018 2 23 /01 /gennaio /2018 09:15
Lettera a Repubblica: come spiegare l'Olocausto ai ragazzi

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1 aprile 2017 6 01 /04 /aprile /2017 11:27

Su

di oggi.

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23 marzo 2017 4 23 /03 /marzo /2017 11:08

Su Repubblica di oggi: strano modo di festeggiare l'8 marzo...

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6 febbraio 2017 1 06 /02 /febbraio /2017 11:46

Al di là della legittima repulsione per i suoi atteggiamenti sessisti, islamofobici e isolazionisti (peraltro largamente condivisi anche nel vecchio continente) non si può negare che Trump perlomeno sia allergico all’ipocrisia del politically correct. Cercare un rapporto di collaborazione con Putin e affermare che “neanche l’America è innocente” significa riconoscere che parte del caos mondiale odierno è frutto delle continue ingerenze degli Stati Uniti nella politica europea, mediorientale e latino-americana col pretesto della difesa dei valori occidentali, ma col reale obiettivo di destabilizzare i governi che si opponevano agli interessi strategici degli Stati Uniti. Non dimentichiamo che buona parte delle guerre regionali dal 1945 ad oggi sono state innescate da presidenti democratici, da Truman in Corea a Kennedy in Vietnam a Clinton in Bosnia, per finire col bombardamento della Libia deciso da Obama che, nonostante il suo premio Nobel per la pace, poco ha fatto per porre termine ai conflitti intrapresi dal suo predecessore. In conclusione forse bisogna aspettare per giudicare Trump.

Sergio Rodner, Milano

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27 gennaio 2017 5 27 /01 /gennaio /2017 09:49

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26 gennaio 2017 4 26 /01 /gennaio /2017 08:17

Su Repubblica di oggi un mio ricordo degli ebrei stranieri vittime dell'Olocausto in Italia

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13 gennaio 2017 5 13 /01 /gennaio /2017 10:50

Da

di oggi:

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13 dicembre 2016 2 13 /12 /dicembre /2016 14:02

Caro Paolo,

rispondo con ritardo alla tua, purtroppo tempo a disposizione per scrivere come vorrei   ne ho poco: ma da come ti avrà spiegato tua madre ci vediamo molto spesso e ci   teniamo al corrente di tutto. Spero che ora la situazione degli avvocati si sia chiarita.

Vorrei che tu continuassi a lavorare, non per il privilegio che si ottiene, ma per occupare la mente nelle interminabili ore; le ore di studio non ti sono certamente   sufficenti [sic!] per riempire la giornata.

Ho invitato i compagni di Trento a tenersi in contatto con quelli di Bolzano per evitare   eventuali ripetizioni dei fatti. L’anarchismo non è violenza, la rigettiamo, ma non   vogliamo nemmeno subirla: essa è ragionamento e responsabilità e questo lo ammette   anche la stampa borghese, ora speriamo che lo comprenda anche la magistratura.   Nessuno riesce a comprendere il comportamento dei magistrati nei vostri confronti.

Siccome tua madre non vuole che ti invii soldi, vorrei inviarti libri, libri non politici (che me li renderebbero) così sono a chiederti se hai letto   Spoon River, è uno dei 

classici della poesia americana, per altri libri dovresti dirmi tu i titoli.

Qua fuori cerchiamo di fare del nostro meglio, tutti ti salutano e ti abbracciano, un  abbraccio in particolare da me ed un presto vederci

tuo Pino.

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  • : Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
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