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12 giugno 2010 6 12 /06 /giugno /2010 16:33
Se andassero al potere i filosofi
di sroedner (03/06/2006 - 06:46)

Se i filosofi andassero al potere,
(i saggi immaginati da Platone),
sconvolgerebbero le nostre sere
bandendo il calcio e la televisione.
Sciolti i club, cancellati i campionati,
licenziati campioni e allenatori,
trasformati gli stadi in verdi prati,
senza lavoro ultrà e scommettitori.
Al lunedì mattina gli italiani
Senza argomenti di conversazione
Sfoglierebbero gli altri quotidiani,
Non solo quello rosa, a colazione.
La rabbia della gente senza mezzi,
prima rivolta alle 'giacchette nere'
con nuova comprension farebbe a pezzi
della miseria lor le cause vere.
Il problema insolubile rimasto,
cosa mostrare al 'popolo coglione'
una volta sconvolto il palinsesto
dalla scomparsa del fatal pallone,
ai platonici saggi molto presto
suggerirebbe un'altra decisione.
Per decreto verrebbero oscurate,
per duecent'anni o in forma permanente,
televisioni pubbliche e private
che hanno reso l'Italia deficiente.
Per attenuar l'ondata di suicidi
e il 'male oscuro' presto dilagato
ansiolitici ed anti-depressivi
si venderebbero al supermercato.
Così l'Italia, senza più parabole,
né decoder, né maxi-schermi piatti,
riscoprirebbe libri, giochi e favole,
le passeggiate invece dello zapping.
O forse questo è un sogno reazionario,
e agli italiani, per tenerli su,
serve proprio il gran circo miliardario,
col calcio, la Gazzetta e la Tivù.

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12 giugno 2010 6 12 /06 /giugno /2010 16:32
Amo colei che non si deve amare
di sroedner (22/06/2006 - 07:05)

(sonetto caudato di anonimo viennese del 1900, tradotto da Sergio Roedner)

 
Amo colei che non si deve amare,
ma che di amare non so fare a meno,
l’amor mio non le devo rivelare
per non turbare il volto suo sereno.

Ma quel suo sguardo serio e indagatore
mi ha letto dentro l’anima il segreto,
e il suo silenzio che mi gela il cuore
sillaba del rifiuto l’alfabeto.

 Già ti allontani: è un sogno l’armonia
dei nostri incontri complicati e brevi,
scherzosi quanto il gioco di un bambino.

Mi resta solo la malinconia
e l’eco delle cose che dicevi
non a me, ma sapendomi vicino.

Addio, mio “Buon vicino”;
tra cent’anni, nel Cielo dei Sinceri,
avrai la mia carezza e i miei pensieri.

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12 giugno 2010 6 12 /06 /giugno /2010 16:31
Le quarantenni ossute ed abbronzate
di sroedner (28/06/2006 - 00:50)

LE QUARANTENNI OSSUTE ED ABBRONZATE

 

Le quarantenni ossute ed abbronzate

messaggiano col loro Motorola,

digiunano con soia ed insalate

schifando patatine e coca-cola.

 

Si aggirano vogliose e assatanate

nei pub e club privé di zona Piola,

mostrando cosce nude e palestrate

nonché l’angoscia della donna sola.

 

Bevono caffè d’orzo in tazza grande,

chattando con ignoti nel virtuale;

ingrassati  chirurghi ed estetiste,

 

espongon l’ombelico e le mutande.

Invecchiare non piace ma è normale,

bamboleggiare a quarant’anni è ‘triste’.

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12 giugno 2010 6 12 /06 /giugno /2010 16:30
Sabrina
di sroedner (28/06/2006 - 22:23)

SABRINA

 

Era il settembre del ’69,

vigilia dell’autunno più bollente;

a scuola ricercavo facce nuove,

stufo di chi non mi riamava niente.

 

Sabrina apparve, bianca in quel grigiore;

proveniva da un altro continente.

Mi conquistò quel buffo suo rossore

nella rivoluzione permanente.

 

Ci scrivemmo ogni giorno per tre anni;

osteggiati da madri e polizia,

nella soffitta ci esplorammo un poco,

 

ci amammo senza dubbi e senza inganni.

Poi stanca di scenate e gelosia

la mia Sabrina pose fine al gioco.

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12 giugno 2010 6 12 /06 /giugno /2010 16:28
Elettra
di sroedner (29/06/2006 - 10:22)

ELETTRA

 

Elettra fu per me principio e fine,

alfa ed omega, Forma dell’amore;

dopo di Lei, soltanto ragazzine

simili a Lei mi han dato il batticuore.

 

Il primo bacio, un parto laborioso

studiato a tavolino con vergogna;

lei lo lodò tra il serio e lo scherzoso,

ma questa fu la prima sua menzogna.

 

Negli occhi verdi la malinconia

di chi perde la madre da bambino

ed ha già un conto aperto con la vita;

 

mentre cantavo in prosa ed in poesia

la sua frangetta sotto il berrettino,

mi disse che la storia era finita.

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12 giugno 2010 6 12 /06 /giugno /2010 16:26
Marion
di sroedner (30/06/2006 - 08:27)

MARION

(Warum guckst du so böse?)

 

Nel sessantotto il padre mio padrone

inchiodato ad un letto d’ospedale

spedì la moglie e il figlio capellone

a conoscerla terra sua natale.

 

Radstadt, la Gardefest: sotto un tendone,

attaccata di birra ad un boccale,

vidi e mi innamorai come un coglione

di una fanciulla bionda niente male.

 

Si chiamava Marion e nei suoi occhi

dimenticai gli italici cortei.

Ci baciammo ma poi, da veri sciocchi,

 

non scrissi il mio indirizzo, e neppur lei.

Di mezzanotte agli ultimi rintocchi,

Marion svanì, ma non dai sogni miei.

 

 

Perchè hai quell’aria arrabbiata? (Marion, agosto 1968)

Parola sdoganata recentemente da Silvio Berlusconi: da riferire esclusivamente a comunisti.

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12 giugno 2010 6 12 /06 /giugno /2010 15:43
Lilli
di sroedner (30/06/2006 - 18:25)

Lilli, mia prima fonte di poesia,

occhi blu e ricci biondi da baciare,

la reginetta della compagnia!

Dal lattaio mi andavo ad appostare

 

Per un suo ciao, ma la passione mia

mai Lilli si sognò di ricambiare;

perse per Gionni testa e ritrosia:

bastò un suo fischio a farla avvicinare.

 

Dieci anni dopo, con Giancarlo, in treno

la visitammo a Santa Margherita,

ma la gioia fu intrisa di veleno:

 

la trentenne sciupata e appesantita

che ci inchiodò a parlar del più o del meno

di Lilli era una copia ormai sbiadita.

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12 giugno 2010 6 12 /06 /giugno /2010 15:43
Ringraziamenti
di sroedner (30/06/2006 - 19:59)

RINGRAZIAMENTI

 

Petrarca e Saba son le prime Muse,

a loro rubo qualche mio sonetto:

l’uno Laura di lauro circonfuse,

l’altro dai simbolisti mi ha protetto.

 

Francesco dell’Amor l’amor m’infuse,

Umberto per i deboli il rispetto:

all’uno e all’altro porgo le mie scuse

di epigono maldestro ed imperfetto.

 

Ma l’invettiva devo all’Alighieri,

e l’odio per ruffiani e adulatori;

lo sghignazzo ribaldo ad Angiolieri,

 

che maledisse il papa e i genitori.

De Andrè e Guccini, due poeti veri,

saluto miei maestri e ispiratori.

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12 giugno 2010 6 12 /06 /giugno /2010 15:42
LE MIE RADICI
di sroedner (01/07/2006 - 19:36)

LE MIE RADICI

 

Lettore, da un Asburgico paese

proviene un ramo della pianta mia:

mio padre, ebreo, si professò viennese;

suo bisnonno era nato in Ungheria.

 

Per sfuggire della svastica alle offese

dall’Austria la famiglia scappò via;

Emmy e Wilma impararono l’inglese;

l’italiano, mio padre e un’altra zia.

 

Poi mia madre convinse il fidanzato

a cambiare di nuovo religione:

dal Papa e dalle S.A.P. venne salvato.

 

Mio zio finì con Elena in prigione,

tradito da italiani, e fucilato:

cadde con lei in un campo d’aviazione.

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12 giugno 2010 6 12 /06 /giugno /2010 15:41
OTTANTENNI STREMATI E FRASTORNATI
di sroedner (02/07/2006 - 13:14)

 

Ottantenni stremati e frastornati

boccheggiano nell’afa milanese,

passan le feste nei supermercati

cercando il refrigerio e il Belpaese.

 

Ma il “bel paese” li ha dimenticati:

con la Coppa del Mondo ora è alle prese;

partirà poi per “esodi annunciati”,

scordando chi non giunge a fine mese.

 

Cari vecchietti, attenti agli imbroglioni

che fingendosi idraulici o postini

vi scippano i gioielli o le pensioni!

 

Non distogliete figli  nipotini,

dalle loro cruciali occupazioni:

rivolgetevi ai vigili o ai vicini!

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