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24 febbraio 2016 3 24 /02 /febbraio /2016 19:36
Renzi e Grasso, ovvero il gatto e la volpe

Qualcuno deve aver detto a Renzi che colpevolizzare il maggior partito d'opposizione per l'incapacità dei "democratici" di liberarsi dall'abbraccio soffocante di Alfano e Verdini non era una carta spendibile facilmente in una campagna elettorale resa già tanto difficile dalla dèbacle del governo su tutti i fronti, primo fra tutti quello dell'economia e della politica internazionale. Perciò il "segretario fiorentino" ha ieri deciso di spostare il tiro sull'anello debole del suo sistema di potere, l'anemica sinistra pidì, o quel che ne resta dopo l'emorragia occulta che finora li ha visti suicidarsi politicamente senza arrecare alcun danno all'alien che è entrato nel partito. Questo, e solo questo, è il significato del voto di fiducia col quale, se non accadranno fatti nuovi nelle prossime 24 ore, porrà sotto ricatto compagni di partito e alleati più o meno fedeli.

Lui pensa di vincere in ogni caso: se non otterrà la fiducia, cadrà anche il governo, si andrà a nuove elezioni che la maggior parte del Paese auspica e che lui spera di vincere, dando la colpa della mancata approvazione della legge Cirinnà all'inaffidabilità dei "grillini" e all'infedeltà di Bersani & C alla famigerata "ditta". Se invece otterrà la fiducia, suo e di Alfano sarà tutto il merito, e la rabbia degli omosessuali e delle persone civili dovrebbe essere convogliata contro i capri espiatori di cui sopra, cioè i 5 stelle e la sinistra pidì. In realtà il premier sa benissimo che il movimento di Grillo ne uscirà, se non rafforzato, certamente non indebolito (nonostante il penoso mea culpa di qualche parlamentare pentastellato), mentre i suoi avversari interni saranno spazzati via in ogni caso: accusati di aver rinnegato i propri ideali se votano la fiducia a Renzi, disprezzati dai propri elettori e dimenticati qualora decidano in articulo mortis di far fronte comune con le opposizioni.

Tutto deciso dunque? No, signori, il diabolico ma tutto sommato prevedibile Renzi ha un piano B: di fronte alla clamorosa protesta dell'aula il suo cripto-alleato Grasso potrebbe concedere, se richiesto a gran voce dall'aula, il voto palese sugli articoli più contestati: a questo punto, di fronte alla seconda autorità dello Stato (vecchia volpe dei processi antimafia di Palermo) il superdemocratico Matteo non potrebbe che inchinarsi: si passerebbe al voto palese, metà dei senatori abbandonerebbe l'aula e la legge Cirinnà, quella autentica, passerebbe col voto di tutto il PD e dei Cinque Stelle, sempre per merito di Renzi e per colpa degli altri. In realtà c'è una strada più semplice: basterebbe o basterà che, per far ciò che questo accada, il già nominato Grasso dichiari inammissibile il maxiemendamento su una questione tanto delicata.

Tutto sommato, sarebbe la soluzione migliore per Renzi (ma questo poco importa), per il PD, per i 5 stelle e anche per l'opposizione cattolica, ognuno dei quali avrebbe recitato la propria parte di fronte agli elettori. Soprattutto sarebbe la cosa migliore per le centinaia di migliaia di persone di ogni orientamento sessuale che aspettano da anni che l'Italia si adegui al resto del mondo civile.

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7 febbraio 2016 7 07 /02 /febbraio /2016 09:06
Sui diritti civili Grillo vince e Renzi perde, comunque.

Lasciando libertà di coscienza ai parlamentari del gruppo 5 stelle sulla "step adoption" Grillo ha colpito nel segno mettendo Renzi in un angolo. Risultato meritevole in ogni modo, perché Renzi è il peggior nemico della sinistra. Ma vediamo perchè: 1) La libertà di coscienza è una ragione nobile, e Grillo lo sa: nessuno può attaccarlo su questo, perchè TUTTE le forze in campo, PD e Alfano in testa, hanno lasciato libertà di voto ai propri iscritti, e Grillo è stato spesso accusato di telecomandare i propri parlamentari. Dunque, motivazione nobile e furba al tempo stesso: Renzi non era mai arrivato a tanto. 2) Adesso il PD non ha la certezza di avere la maggioranza al Senato sulla stepchild adoption e ha tre scelte, tutte e tre svantaggiose: 1) ritira tutta la legge e si attira l'ira di tutto il fronte progressista (improbabile che lo faccia); 2) ritira (o "stralcia") la stepchild adoption, col risultato di perdere la faccia e di cedere apertamente all'opposizione di destra e al suo alleato-ricattatore Alfano (ipotesi possibile ma per lui dannosissima ai fini delle prossime elezioni); 3) va avanti lo stesso, come ha sempre dichiarato di fare per confermare la sua figura di decisionista alla Craxi, in coerenza con la sua politica anti-parlamentare e sostanzialmente anti-democratica (ipotesi possibile quanto la 2). In ogni caso, non può certo rimproverare ai 5 stelle di fare il loro lavoro come opposizione, se mai deve lamentarsi della scarsa coesione del suo partito e di aver scelto l'NCD come interlocutore. 4) Supponiamo che vada avanti: in questo caso, o si vota con VOTO PALESE sulla step-child adoption, o con VOTO SEGRETO appellandosi ancora (come Grillo) alla libertà di coscienza. Se si vota con voto segreto i casi sono due: o la legge viene approvata (e allora è anche merito di Grillo) o viene bocciata (e allora è comunque uno scacco per Renzi, che dimostra di non avere una maggioranza e dovrebbe per logica dimettersi, anche se certo non lo farà, perchè lui punta tutto sul famoso "referendum" in autunno. 5) Se infine si vota per voto palese, Grillo costringe tutti i parlamentari, pd, ncd, fi, e naturalmente i propri, a scoprire le carte: finalmente si saprà con che maggioranza viene approvata (o bocciata) questa legge, e come la pensano veramente sui diritti civili i senatori di tutti i partiti. Un colpo da maestro, una mossa a prima vista imparabile. Vediamo come risponderà Renzi.

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