Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
Varoufakis dimostra tutta la sua serietà dichiarando che si dimetterà in caso di una vittoria dei "Sì" al referendum. Non è un uomo per tutte le stagioni. E' la miglior risposta alla frivola faziosità dei media (soprattutto italiani) che finora hanno commentato soltanto sulla sua eleganza, che contrasterebbe con la miseria del popolo greco. Se si fosse presentato in maglietta e jeans avrebbero sicuramente criticato il suo populismo di falso povero. Ma l'ipocrisia più grave sta nell'accusa dell'ultima ora al governo Tsipras di non aver accettato i tagli chiesti dalla Troi(c)a alle spese militari, per non scontentare il partitino di destra col quale Syriza è andato al potere. Da che pulpito viene la predica! Da un'Italia che ha acquistato i Tornado inutili e difettosi dagli Stati Uniti, che ha partecipato a guerre inutili e sanguinose al traino della Nato (tra cui quella contro la Serbia), da un paese infine che, per colpa dell'ostruzionismo di un minuscolo partito di destra (NCD) che ricatta un grande e limaccioso partito di centro (il PD) non riesce neppure a far approvare una legge decente sulle unioni civili. Vediamo se renzi sulla questione avrà il coraggio di porre la fiducia, come ha fatto finora tante volte nella sua gestione autoritaria e inconcludente del potere per demolire lo stato sociale, la Costituzione e la scuola pubblica.