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Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.

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Il mio Sessantotto

IL MIO 68.
Il mio 68 è stato davvero entusiasmante. Frequentavo il terzo anno di corso al Ginnasio-liceo Cesare Beccaria di Milano, e nel mese di marzo vennero gli studenti universitari a volantinare davanti a scuola per informarci di quello che stava succedendo in Francia e anche in Italia. Cominciai a sentir parlare di "autoritarismo" e di "scuola di classe" e con un misto di eccitazione e di vergogna vidi i "maoisti" barbuti spintonare bidelli e professori.
Il 25 marzo ci fu uno sciopero generale degli studenti medi al quale partecipai anch'io, poi tutti i cortei confluirono in largo Gemelli, davanti all'Università Cattolica, con l'intento di rioccuparla dopo l'espulsione di Capanna e di altri due leader della rivolta. Invece la polizia, che aveva una caserma di fronte all'università, ci caricò con estrema violenza. Ci furono caroselli di gipponi,lanci di lacrimogeni e manganellate, anche se io ritornai a casa illeso, con gli occhi che bruciavano per il fumo acre dei candelotti.
Fu solo la prima di una lunga serie di manifestazioni alle quali partecipai in quell'anno memorabile e nei tre o quattro successivi. Ricordo l'assalto al Consolato americano, la manifestazione davanti al Corriere della Sera, quella per la prima della Scala. Numerosi cortei partivano da largo Richini per essere di lì a poco sciolti dalla poilizia.
Al liceo cambiò tutto, a partire dal modo di vestirsi e di rapportarci coi professori. Tentammo un modo alternativo di insegnare sostituendoci ai professori e organizzando seminari. Una generazione di studenti imparò a parlare in pubblico grazie alle assemblee, dapprima convocate autonomamente, poi "concesse" dai presidi per legalizzare lo status quo. A Milano nacque un nuovo gioco di società, fascisti (con sede fisse in piazza San Babila) contro "cinesi" (con base all'università Statale). Girare per il centro indossando un eskimo, con barba e capelli lunghi, era un'impresa di cui vantarsi a lungo con gli amici.
Complessivamente il 68 fu perme un periodo in cui lo studio del marxismo e la lotta politica si fusero armonicamente col divertimento e con le prime storie d'amore, cominciate rigorosamente all'interno del movimento: dopo tutto, come ha dimostrato ampiamente il film "Quadrophenia" (ambientato però qualche anno prima in Inghilterra ai tempi delle lotte fra "rockers" e "mods") fare a botte o scappare davanti alla polizia con la ragazza poteva essere il preludio eccitante di qualcosa di completamente diverso...

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