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Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.

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Chi ha vinto e chi ha perso (nei numeri e nell'immagine)

Per analizzare i risultati delle elezioni politiche 2013 con obiettività e senza lasciarsi trasportare dall'emotività e dallo spirito di parte, bisogna distinguere il piano dei dati oggettivi da quello dell'immagine. Nei numeri, l'unico confronto possibile è quello con le elezioni politiche del 2008. Da questo confronto emerge che l'unico vincitore è il Movimento 5 stelle, che dal nulla ottiene circa 8.700.000 voti (facendo una media tra Camera e Senato).

Chi perde di più in termini assoluti è il PDL, che passa dai 13 milioni di voti del 2008 ai 7.300.000 del 2013, perdendo per strada oltre sei milioni e mezzo di voti. In percentuale, perde anche di più la Lega, passando dai tre milioni di voti del 2008 al 1.400.000 del 2013: scompare oltre metà del suo elettorale.

Terzo grande sconfitto è il PD, che passa dai 12 milioni dei 2008 agli 8.600.000 voti del 2013, perdendo 3 milioni e mezzo di voti. Ancora peggio va all'Italia dei Valori, che, in alleanza con Ingroia, Verdi, Rifondazione e PDCI, scompare del tutto dal Parlamento.

Un semplice calcolo a livello di scuole elementari fa capire che questa emorragia di voti dal PDL, dalla Lega e dal PD è affluita nelle vene di Beppe Grillo e spiega anche la sua risulttanza ad allearsi con chicchessia: a parte ogni discorso di incompatibilità politica, questo gli costerebbe la perdita della metà del suo elettorati, in cui confluiscono gli scontenti di entrambi gli schieramenti politici.

Dal punto di vista dell'immagine (altrettanto se non più importante in una società mediatica come la nostra, i vincitori sono due: Beppe Grillo ovviamente, e Silvio Berlusconi che con una gestione accorta e spregiudicata dei media ha quasi ribaltato un "sentire comune" che lo vedeva perdente anche all'interno del suo stesso schieramente.

I perdenti sono nell'ordine il PD (perchè la delusione per un mancato successo annunciato ingigantisce le dimensioni della sconfitta) la cui campagna elettorale condotta sottotono e con sufficienza è stata pagata tantissimo, come pure la linea politica ondivaga e sfuggente di Bersani; e Monti, che da salvatore degli italiani si è rivelato figura odiatissima, ha perso credibilità anche come uomo "super partes" e non può più sperare di giocare alcun ruolo per risolvere l'enigma, anzi lo stallo in cui si è impantanata la politica italiana.

L'unica scelta obbligata mi sembra il ritorno al voto dopo aver cambiato la legge elettorale. Il risultato sarà probabilmente la vittoria di Grillo e l'inizio di una fase politica del tutto nuova e imprevedibile.

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