Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
Caro Giulio,
il libro di tuo padre è bellissimo. L'ho finito di leggere stamane, approfittando dei buchi concessi dal ritmo frenetico della tournée. Recentemente ho letto un saggio di David Bidussa, "Dopo l'ultimo testimone", sul valore, per l'appunto, della testimonianza di seconda generazione nella nostra epoca ormai post post Olocausto. Credo di aver capito, leggendo "L'orologio di Armin", molte cose che non riuscivo ad afferrare a riguardo... E soprattutto, e questo mi pare il regalo più grande, ho finalmente visto dei volti umani, delle persone, delle famiglie con tutto il loro tessuto affettivo e relazionale, dietro i numeri a corredo dei resoconti storiografici.
Mi sono commosso tanto leggendo di Rua Pioppa, la strada modenese dove viveva la tua bisnonna: ci ho abitato anch'io di recente... Conoscevo i posti di cui si parlava (Vienna, fra l'altro, è tra le mie città preferite: sapevo localizzare le zone in cui si muovevano i tuoi magnifici avi)... L'emozione e il senso tremendo di realtà che questo ha comportato sono stati sconvolgenti, del tutto nuovi per me. Non sto a dirti quanto alla fine abbia pianto... Si sentono l'amore e la necessità con cui tuo padre ha scritto ogni riga.
Quello che riesco a riferire ora è del tutto insufficiente, mi rendo conto... Non rende appieno l'idea di ciò che per me ha significato questo tuo "prestito"...
Conto, per quando tornerò a Milano (prestissimo, non temere!) per renderti il libro di riuscire ad essere più efficace... Un senso profondo di gratitudine al momento mi tiene in ostaggio l'eloquenza migliore! Vorrei abbracciare il tuo papà, ecco la verità. Fallo tu per me, ti prego... Quello che ha fatto è molto prezioso, e non solo per te, futuro proprietario dell'orologio...