Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
In seguito a uno spiacevole episodio accaduto al raduno di Bellaria, la campionessa Ilaria Rigoldi ha preso la decisione di rinunciare alla convocazione per i Campionati Mondiali ITKF. Pubblichiamo qui di seguito la relazione di Ilaria e il chiarimento inviatoci dal Maestro Perlati, che conferma nella sostanza le parole della Rigoldi. Da parte nostra il rammarico che questioni di politica federale abbiano ancora una volta finito per danneggiare degli atleti del tutto estranei alla materia del contendere. RELAZIONE DI ILARIA RIGOLDI Caro Sergio, in risposta alla tua mail nella quale mi richiedi di spiegare quanto accaduto al raduno della squadra nazionale Fikta il 26 agosto, ti scrivo quanto segue cercando di essere il più possibile precisa. Prima dell'inizio dell'allenamento il M° Michelan ha comunicato a me e a Stefano De Bartolomeo di doverci parlare. Siamo andati con lui nello spogliatoio maschile dove ci hanno seguito anche i Maestri Guidetti, Cardinale, Acri, Campari, Giacobini e Bacchi. Ha preso la parola il M° Michelan che ci ha comunicato la decisione presa dalla Commissione Tecnica di non convocare me e Stefano per i prossimi campionati mondiali ITKF in Brasile, non essendo più considerati parte nel futuro della Federazione. Si è detto molto dispiaciuto, assicurandoci di aver fatto tutto il possibile per portare avanti la nostra candidatura. Pur avendo le lacrime agli occhi, ho detto che non mi sembrava una scelta tecnica e il M° Michelan mi ha risposto dicendo che la scelta è stata POLITICA viste anche le decisioni che ci saranno da prendere al 31 dicembre. Ha aggiunto che visto che io e Stefano siamo titolari della squadra nazionale ITKF da anni, hanno pensato fosse corretto informarci prima dell'allenamento per non farcelo sapere al termine, nel momento in cui avrebbero ufficializzato le convocazioni. Il M° Michelan ha continuato a sostenere di averci sempre sostenuto e difeso e per avvalorare questa sua affermazione ha raccontato un episodio a mio avviso sconcertante, che mi riguarda e che sarebbe accaduto agli ultimi campionati italiani. Qualcuno (di anonimo) sarebbe andato a riferirgli che io dagli spalti insultavo e urlavo “ammazzala” e che lui avrebbe preso le mie difese conoscendomi da anni e non ritenendo verosimile il racconto. Gli ho detto che chiaramente non era mai successa un cosa del genere e che probabilmente la persona che gli ha riferito l'episodio doveva aver sbagliato persona. Nonostante l'intenzione di dimostrare la sua buona fede, il racconto di questo episodio mi ha infastidito, mi è sembrato che qualcuno volesse insinuare dei dubbi sul mio comportamento e sulla mia condotta, anche se le espressioni dei Maestri Cardinale e Guidetti mi hanno confermato che ritenevano inverosimile il racconto, confermandomi la loro stima. Durante l'intervento del M° Michelan, che continuava a ripeterci che la decisione era stata presa dalla Commissione Tecnica (di cui non vengono mai menzionati i componenti) e non dipendeva dai Maestri presenti, è intervenuto il M° Cardinale, che mi è parso visibilmente contrariato e dispiaciuto, dicendo che la Commissione Tecnica non è un'entità divina le cui decisioni piovono dal cielo e che qualcuno avrebbe dovuto prendersi la responsabilità della decisione presa; ha anche aggiunto che in queste situazioni chi ci rimette sono sempre gli atleti. Stefano De Bartolomeo ha chiesto la parola e ha espresso tutta la sua profonda delusione ed amarezza per il fatto che dopo 15 anni di squadra nazionale ITKF fatti di sacrifici, allenamenti, denti rotti e numerose medaglie europee e mondiali conquistati in rappresentanza della FIKTA, è stata presa questa decisione senza nemmeno contattarci per chiedere i nostri progetti per il futuro. Ha aggiunto che vista la situazione non intendeva prendere parte all'allenamento. Anch'io ho espresso la stessa intenzione. Ci è stato risposto che capivano la nostra decisione. Terminata la riunione, nel salutarci il M° Campari mi ha comunicato che non avrebbero neppure presentato la squadra di Embu maschio/femmina, frase che mi ha una volta di più confermato la natura politica della decisione presa. Tra i Maestri presenti il M° Guidetti era il più dispiaciuto e commosso, chiaramente non in accordo con quanto era stato deciso. Si è trattenuto un momento con me e Stefano per esprimerci tutto il suo dispiacere per quanto successo e per ringraziarci degli anni di lavoro insieme. Rientrando in palestra gli altri atleti delle squadre nazionali erano schierati per il saluto iniziale ed io e Stefano abbiamo fatto loro il saluto in segno di commiato. Nell'andare a recuperare le nostre borse sugli spalti siamo stati fermati dal M° Perlati e dal Presidente Achilli. Non erano d'accordo con la nostra decisione di abbandonare l'allenamento, secondo loro avremmo dovuto farlo per noi stessi e per aiutare i giovani atleti a crescere, ci hanno comunicato che la decisione presa era stata unicamente tecnica, per dar spazio al maggior numero di atleti. Io e Stefano abbiamo detto che pochi minuti prima c'era stata data una versione completamente diversa della situazione e ci era stata comunicata la natura politica della decisione. La situazione si è scaldata: il M° Perlati ci ha chiesto chi ci avesse detto una cosa del genere ed è stato quindi chiamato il M° Michelan. Hanno cercato di sistemare le cose e di darci una versione univoca, ma l'imbarazzo mi è sembrato evidente. Hanno cominciato a tirar fuori la giustificazione che avendo partecipato agli ultimi campionati europei JKA non avremmo potuto prender parte ai mondiali ITKF perché la politica federale prevede di dar spazio al maggior numero di atleti possibili e quindi chi partecipa all'ESKA non partecipa all'ITKF e così anche per la JKA. Ho detto al Presidente Achilli che il M° Campari mi aveva appena detto che non avrebbe presentato la squadra di embu M/F e che quindi non mi sembrava che stessero dando spazio ad altre atlete. Lui mi ha assicurato che l'embu M/F si farà... vedremo! Abbiamo mantenuto la nostra scelta di lasciare l'allenamento, ho richiamato anche gli altri 4 ragazzi della mia palestra presenti, e ce ne siamo andati mentre il Presidente Achilli faceva il suo discorso agli atleti schierati per il saluto. Sinceramente non ho ascoltato cosa stesse dicendo. La giustificazione di non esser stati convocati in quanto abbiamo partecipato ai campionati europei JKA non regge: tra i convocati per i mondiali ITKF ci sono infatti i fratelli Bacchilega, Matteo Leone e Ceneri Cinzia, tutti atleti che hanno partecipato con me e Stefano ai campionati JKA. Anche la versione della scelta tecnica è irreale: gli ultimi campionati italiani sono stati la mia miglior gara in carriera, ho vinto 4 medaglie d'oro (kumite, fukugo, kumite a squadre e embu) e una di bronzo (kata a squadre), senza considerare le medaglie ai campionati ITKF e JKA. Non vedo quindi quale motivazione tecnica potrebbero trovare. Riguardo la versione della scelta politica, non vedo come possano aver dedotto che la mia scelta per il 2011 sarà la JKA, visto che non siamo mai stati contattati né io né il mio Maestro al riguardo. É vero che io sto seguendo l'attività della JKA che mi da la possibilità di partecipare a competizioni internazionali dove anche noi donne possiamo fare jiyu-kumite, anziché il ko-go kumite che siamo costrette a fare con l'ITKF. Comunque non penso che la mia attività JKA abbia mai influenzato i miei impegni con la squadra nazionale ITKF né tanto meno le mie prestazioni. Mi sono sentita presa in giro sentendo queste fantasiose giustificazioni per la decisione presa. Penso sia stata più veritiera la prima versione dataci che ammetteva la scelta politica, anche se in un secondo momento hanno cercato di ritrattarla. Io e Stefano abbiamo 32 anni, non siamo dei ragazzini, non capisco come possano aver pensato di liquidarci con spiegazioni inverosimili. Sono profondamente delusa da quanto è successo. Io sono un'atleta della FIKTA, regolarmente iscritta per l'anno 2010, penso di aver dimostrato un grande impegno, dedizione e spirito di sacrificio, nonché rispetto per tutti i Maestri che mi hanno allenato in questi anni di squadra nazionale. Mi sarei aspettata una maggiore riconoscenza e rispetto da parte dei dirigenti federali. Ho l'impressione che il rispetto che viene giustamente richiesto a noi atleti nei confronti della Federazione, la FIKTA non si senta di doverlo ricambiare. Quanto ho scritto descrive il mio punto di vista su quanto è accaduto e le sensazioni che ho provato. INFORMATIVA DEL M° PERLATI Caro Sergio, finalmente sono in grado di risponderti con cognizione di causa su quello che è successo il 26 Agosto u.s.. Purtroppo devo confermarti che quanto descritto da Ilaria corrisponde al vero in ogni dettaglio. Dico purtroppo perché sono state spese impropriamente delle parole da parte del Maestro Michielan e dagli allenatori che hanno giustamente ferito i due atleti. Innanzi tutto da parte della Federazione non sono state date indicazioni sull’esclusione o meno degli atleti che seguono gli allenamenti della J.K.A. Italia e del Maestro Naito ma la scelta doveva essere esclusivamente tecnica tenendo conto, ma non escludendo, della partecipazione degli atleti ad altre competizioni (ESKA, ITKF, JKA) per dare maggiori opportunità agli atleti stessi, anche in considerazione che il numero dei ragazzi convocati agli allenamenti è triplicato rispetto agli anni scorsi. La “politica federale” è indirizzata ad una convivenza pacifica, nel rispetto reciproco, e le scelte fatte, condivise o meno, giuste o sbagliate, sono improntate a questo obiettivo. Per il 2011 vogliamo fotografare la situazione per trovare, se possibile, una linea comune di comportamento che tranquillizzi gli animi e sia proficua per tutti. Il giorno prima (25 Agosto), anche il Consiglio Federale si era espresso in questi termini. Purtroppo negli ultimi mesi sono state dette troppe parole ingigantendo il problema, che si cercava di mantenere entro certi limiti, causando delle interpretazioni personali che non rispecchiano la linea della Federazione. Senza volere giustificare alcunché penso che il grave episodio che si è verificato sia frutto di tutto ciò. Tutti volevano fare bene, tutti erano dispiaciuti ma si è sbagliato nel metodo e nel merito. Da parte mia, e a nome della Federazione, mi sono subito scusato col Maestro Naito e con gli atleti ma oramai la frittata era fatta. Spero che l’episodio non inasprisca ancora di più i conflitti e che tutto rientri in una logica razionale e corretta. Spero anche di essere stato chiaro nella mia esposizione, sempre disponibile ad ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti Giuseppe Perlati