Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
La differenza principale tra il 68 ed oggi è che allora una massa di studenti provenienti dai ceti medio-bassi accedeva all'istruzione superiore e imparava a criticare il sistema capitalistico, ma si era in una fase di crescita economica e il marxismo, nelle sue varie versioni piò o meno eretiche, era l'ideologia dominante (il PCI se mai subiva tutto questo). L'obiettivo minimi era di riformare scuola e società, quello massimo la rivoluzione, sul modello di Mao Tse-tung o di Che Guevara. Il 68 è sostanzialmente fallito, portando alla perdita di un'intera generazione tra droghe, lotta armata e riassorbimento nella classe dirigente.
Adesso il movimento è "indignado", cioè disperato e difensivo, perché ci troviamo di fronte allo scardinamento dei diritti dei lavoratori e della salvaguardia dei ceti più poveri. Non è "pensando" e "cercando lavoro" (magari sottoponendoci ai ricatti di chi ci sfrutta), o invocando "più sviluppo, meno rigore" che si risolve una crisi strutturale del capitalismo, ma con un'opposizione internazionale di massa ai diktat del FMI. Il resto è idealismo.