Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
Con molesta insistenza il cronista di quel giornale da parrucchieri che è ormai diventato Repubblica cerca di intervistare Renato Curcio, ex-dirigente delle Brigate Rosse che si è fatto 19 anni di carcere ed è oggi editore di Sensibili alle foglie. Tenta invano di carpirgli un giudizio sull'attentato di Genova, una parola di condanna o di approvazione. Curcio resta fedele alla sua linea di sempre: la sua è una vicenda personale ormai conclusa, non ci sta al gioco delle scomuniche o dei maliziosi ammiccamenti. E conclude dichiarando che preferirebbe che il colloquio non venisse pubblicato: non sarà accontentato, la sanguisuga si accontenta di scrivere un articolo sul nulla.