Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
MARION
Nel sessantotto il padre mio padrone
inchiodato ad un letto d’ospedale
spedì la moglie e il figlio capellone
a conoscerla terra sua natale.
Radstadt, la Gardefest: sotto un tendone,
attaccata di birra ad un boccale,
vidi e mi innamorai come un coglione
di una fanciulla bionda niente male.
Si chiamava Marion e nei suoi occhi
dimenticai gli italici cortei.
Ci baciammo ma poi, da veri sciocchi,
non scrissi il mio indirizzo, e neppur lei.
Di mezzanotte agli ultimi rintocchi,
Marion svanì, ma non dai sogni miei.