Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
Quando l'arbitro fischia a senso unico, perde la propria credibilità. E' il caso di Giorgio Napolitano che, dopo aver esortato i partiti a dimenticare le loro divergenze per sostenere il governo Monti, e dopo aver condannato "l'antipolitica" con una indebita ingerenza nei confronti del consenso espresso dagli elettori nei confronti di Beppe Grillo, si permette ora di giudicare "strumentale" la polemica contro la parata del "2 giugno", frutto di un "vecchio antimilitarismo sempre uguale a se stesso". E perché mai dovremmo diventare militaristi dimenticando i principi della nostra Costituzione? Perché dovremmo fingere come lui di considerare "missioni di pace" i nostri contributi allla guerra in Afganistan e in Iraq e un "impegno da mantenere" l'acquisto di costosissimi cacciabombardieri mentre il Paese è immerso in una crisi spaventosa? Vecchia se mai è la sua retorica, vecchio il suo approccio ai problemi degli italiani, decrepita la sua visione della politica.