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Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.

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E dove sono finiti tutti gli altri?

Alessandro,

Ti rispondo non certo perché le tue argomentazioni siano nuove o perché speri di farti ricredere. Lo faccio perché il mio sito è visitato soprattutto da studenti e per loro può essere un’utile lezione di storia venire a contatto con un certo revisionismo (rappresentato a livello un po’ più insidioso del tuo da personaggi come David Irving) e imparare a replicare usando i fatti storici e non gli slogan.

Prima di tutto devo dirti che ritengo del tutto irrilevante la questione delle mie convinzioni religiose. Se però ci tieni tanto a saperlo, sono stato battezzato (mia madre era cattolica) e lo era anche mio padre, che pure finì in campo di concentramento, e mio zio che venne fucilato a Forlì assieme a mia zia che invece, lei sì, era di religione ebraica. Questo dovrebbe rispondere anche alla domanda sulla mia “etnia”: sei davvero un fascista “politically correct”, ho notato che, almeno per una decina di righe, ti astieni dal parlare di ‘razza’.

Antifascista, sì, lo sono: per lealtà alla nostra Costituzione repubblicana e per coerenza familiare, dato che (come accennerò tra breve) furono proprio i fascisti a perseguitare i miei familiari ed i partigiani (cattolici e comunisti) a salvare mio padre e ad impegnarsi, con esito purtroppo sfortunato) per aiutare i miei zii. 

Francamente trovo degradante la disputa sul numero delle vittime dell’Olocausto. Se per assurdo fossero ‘solo’ un milione come affermi tu, sarebbero sempre un milione di vittime innocenti, tra le quali vecchi, donne e bambini. Con la stessa logica dei numeri, le 10.000 o 20.000 vittime delle foibe sarebbero una bazzecola, e invece non lo sono!

Da “aspirante storico” nonché redattore di saggi quale ti dichiari, dovresti però sapere che l’eliminazione degli Ebrei era cominciata ben prima del 1943, e precisamente nell’estate del 1941, in coincidenza con l’invasione dell’Unione Sovietica, utilizzando i cosiddetti Einsatzgruppen. Un’accelerazione decisiva venne impressa all’Olocausto dopo la conferenza di Gross Wannsee (20 gennaio 1942). Nel 1942 furono messi in funzione in Polonia i tre campi di annientamento di Belzec, Sobibor e Treblinka; solo in questi campi morirono 1.700.000 ebrei.

Fu proprio a Belzec che venne impiegato per la prima volta il monossido di carbonio, prodotto da un normale motore a combustione e irrorato in tre piccole camere a gas per mezzo di finte docce. A Treblinka  (la cui costruzione cominciò nel maggio 1942) morirono tra 800.000 e 900.000 ebrei, poco meno che ad Auschwitz. Nell’estate del 1942 gli arrivi superavano le 6000 unità al giorno, tanto da soverchiare le capacità delle camere a gas e da costringere i tedeschi e gli ucraini che davano loro man forte ad esecuzioni sommarie, non appena i deportati scendevano dai treni. In un solo mese, tra il luglio e l’agosto del 1942, a Treblinka furono uccisi oltre 300.000 ebrei: un triste record, battuto solo nel 1944 ad Auschwitz, con i quattro crematori di Birkenau in piena attività e lo sterminio di 400.000 ebrei ungheresi.

Vedi che il tuo “milione di morti” ci sta molto stretto,a meno di riuscire a spiegare dove sono andati a finire i milioni di ebrei russi, polacchi, slovacchi, ungheresi e degli altri paesi europei occupati dai tedeschi,  scomparsi nel nulla tra il 1939 e il 1945.

Non ci si può certo aspettare che i nazisti lasciassero agli Alleati e ai posteri le prove dei loro misfatti, anche se Hitler l’aveva promesso nel Mein Kampf ed esplicitamente dichiarato nel suo discorso del 1939 al Reichstag: “Se scoppierà la guerra, sarà la distruzione di tutti gli ebrei d’Europa”. Oltre alle confessioni dei carnefici e alle testimonianze dei sopravvissuti dei Sonderkommando (i deportati addetti alla rimozione dei cadaveri e periodicamente gassati anch’essi per non lasciare prove), nel libro che l’ ANED di Milano pubblicherà a gennaio - Il "Kalendarium" di Auschwitz, di Danuta Czech - ci sono proprio i progetti di costruzione delle camere a gas di Birkenau. Ti invito ad acquistarlo e a leggerlo.

Sull’applicazione delle leggi razziali in Italia e sul coinvolgimento dei fascisti di Salò nelle persecuzioni antiebraiche posso parlare per conoscenza diretta: sono vicende che riguardano la mia famiglia e sulle quali ho compiuto ricerche specifiche che hanno portato alla pubblicazione del libro L’orologio di Armin.  Le leggi furono applicate, e non solo sulla carta: i dipendenti statali persero il posto, gli studenti ebrei furono espulsi dalle scuole, i matrimoni misti furono vietati. A mia nonna, sorda e invalida, fu negato il permesso di valersi di una domestica ‘ariana’. Mio padre passò quattro anni in campo di concentramento, arrestato e detenuto da italiani, e quando arrivò l’ordine di trasferirlo a Fossoli (l’anticamera italiana di Auschwitz), lo salvarono solo un medico e un prete (partigiani cattolici) e le SAP (partigiani comunisti) che incendiarono gli archivi a Vaprio d’Adda. Mio zio Bernardo, fascista convinto al punto da donare al Duce le medaglie guadagnate nella prima guerra mondiale ma, purtroppo per lui, ebreo (di etnìa, come dici tu, non di religione) fu arrestato con la moglie Elena da due noti fascisti di Cesena e fucilato sul campo d’aviazione di Forlì. A sparare furono i tedeschi, ma a impedire la fuga c’era una cordone della Guardia Nazionale Repubblicana (fascisti regolari o irregolari? Decidi tu!).

Non tutti i partigiani furono dei santi, e di eccessi, vendette personali ed anche reati comuni ne commisero. Lo ricorda anche Giorgio Bocca nella sua Storia dell’Italia partigiana. Ma lottavano per liberare l’Italia dagli occupanti nazisti, e da una dittatura che aveva gettato il nostro Paese nell’avventura di una guerra ingiusta e sbagliata. Dall’altra parte c’erano quelli che, con l’incoscienza dei vent’anni o la malafede della maturità o di una vecchiaia priva di saggezza, davano la caccia agli ebrei in nome di una pretesa superiorità razziale e professavano il culto della morte, soprattutto di quella altrui.

Per concludere, vorrei commentare brevemente la tua “Antologia del Talmud”: non sono un grande lettore di testi sacri, ma mi pare di capire che anche spulciando anche la Bibbia e il Corano si trovino affermazioni alquanto stravaganti sia sul proprio dio che sulla superiorità della propria fede su quelle ‘concorrenti’. Nel caso degli Ebrei, perseguitati già dai Romani e accusati di ogni nefandezza dai Cristiani, mi pare che qualche ragione di risentimento verso i ‘Gentili’ potremmo anche concedergliela, non ti pare?

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