Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
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Credo che parlando dell'Olocausto, soprattutto in Italia, si insista un po' troppo sulla "pazzia" di Hitler e sulla pretesa unicità dell'antisemitismo nazista. La realtà, come sanno gli studiosi della materia, è ben diversa. La storia europea, dal Medio Evo in poi, è macchiata un po' ovunque da pogrom, discriminazioni, odiose vessazioni ai danni delle varie comunità ebraiche, ovunque limitate nei loro diritti civili e additate al pubblico abominio dai pulpiti delle chiese, cattoliche o protestanti che fossero. Un ottimo libro sulla storia degli ebrei tedeschi, The pity of it all, di Amos Elon, New York 2002, racconta un episodio tra i meno noti.
Nell'agosto del 1819, la Baviera e tutta la Germania
centrale e sud-occidentale furono scosse da un'improvvisa ondata di sommosse antisemite. Per due o tre giorni, folle inferocite percorsero le strade di Wuerzbug, Francoforte, Colonia ed altre città tedesche, saccheggiando e demolendo case e botteghe di ebrei, gridando "Hep! Hep! Jude verreck!" (Morte a tutti gli Ebrei!) I disordini cominciarono all'università di Wurzburg, dove un anziano professore che si era espresso in favore della concessione dei diritti civili agli Ebrei dovette scappare per salvarsi la vita, inseguito dagli studenti furibondi. Due persone vennero uccise e venti ferite. Il grido di Hep! Hep! è un acronimo della frase latina Hierosolyma est perdita (Gerusalemme è perduta). I moti furono spontanei, forse innescati da una crisi economica; la polizia intervenne troppo tardi o si limitò a guardare. In parecchie città, membri della borghesia rispettabile, studenti e perfino professori universitari furono tra gli istigatori.
Episodi come questi e innumerevoli altri, simili o peggiori di questo, chiariscono fin troppo bene perché la propaganda nazista attecchì così rapidamente in Germania e altrove: l'unica vera novità fu la sistematica eliminazione fisica di un popolo al quale (salvo in tempi e luoghi ben circoscritti) era stato sempre negato al diritto a vivere dignitosamente a parità di diritti con gli altri cittadini.