Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
Tra l'indifferenza quasi generale, l'Italia sta scivolando verso una semi-dittatura che mi ricorda da vicino il ventennio fascista. Ne vorrei riassumere gli aspetti principali a vantaggio dei molti distratti.
1) I tre partiti che formano la coalizione di governo sono, con diverse sfumature, illiberali, autoritari e xenofobi. Alleanza Nazionale non è altro che la versione riveduta e corretta del Movimento Sociale, vale a dire gli eredi del fascismo di Salò. L'attuale ministro della Difesa, Ignazio La Russa, è un ex-picchiatore fascista attivo a Milano negli anni 70. La Lega Nord è un raggruppamento separatista che fa della secessione della "Padania" e della caccia (o cacciata) agli immigrati la propria bandiera. Infine Forza Italia è un partito mediatico di stampo peronista riunito attorno alla figura del suo leader carismatico, Silvio Berlusconi.
2) In una democrazia che si rispetti, i tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) sono separati. Da noi il primo, rappresentato dal Parlamento, è ridotto all'umiliante compito di approvare leggi a difesa del Premier, che dispone dei mezzi finanziari necessari per acquistare deputati e senatori e rafforzare così la propria maggioranza. L'opposizione, divisa e incerta, oscilla fra la tentazione dell'Aventino e le trattative con settori della maggioranza. Il potere giudiziario si trova sotto attacco da parte dei primi due e non si sa fino a quanto potrà resistere.
3) Il quarto potere (stampa e mass media) è in gran parte controllato dall'esecutivo che si dà un gran da fare per ridurre ulteriormente gli spazi di critica, di satira e di libertà. Se è vero che i primi due giornali per numero di lettori sono portavoci o danno spazio all'opposizione, è altrettanto vero che gli italiani sono i peggiori lettori d'Europa e si formano le proprie opinioni davanti al piccolo schermo, quasi interamente occupato da Berlusconi, se si trascurano le piccole enclave di Rai 3, della Sette e di Sky.
4) Il fascismo venne definito totalitarismo imperfetto perché di fronte al potere di Mussolini rimasero, almeno sulla carta, altre due autorità teoricamente in grado di limitarlo. Di fatto però la monarchia sabauda appoggiò il fascismo fino a quando non fu chiaro che la sconfitta in guerra era inevitabile, e con la chiesa cattolica Mussolini firmò un accordo, i Patti Lateranensi, che gli garantì l'appoggio delle gerarchie ecclesiastiche e condiziona ancora oggi la laicità dello Stato. Al totalitarismo imperfetto di Berlusconi si contrappongono un Presidente della Repubblica garantista ma anziano e limitato nei suoi poteri, ed una Corte Costituzionale anch'essa sotto continuo attacco. La chiesa cattolica, negli anni venti come oggi, sembra temere soprattutto i rossi, i laici e la sopravvivenza delle scuole cattoliche, e perciò chiude non uno, ma due occhi sul modello negativo offerto dal presidente del Consiglio.
5) Mussolini fascistizzò la scuola pubblica, il berlusconismo la riduce allo stremo. Consapevole che la cultura sviluppa il senso critico, dirotta i ricchi verso le scuole private e impoverisce gli insegnanti. Il nuovo fascismo non ha una sua filosofia, un Giovanni Gentile che riformi la scuola in senso classista e autoritario. Berlusconi ha la Gelmini. Come diceva qualcuno, quando la Storia si ripete, la prima volta è una tragedia, la seconda una farsa. Il nuovo fascismo non avrà Giovani Italiane orogliose di sfilare cantando inni a gloria della patria e del Duce, ma veline, meteorine ed escort pronte a soddisfare le voglie del nuovo duce in sedicesimo e dei suoi gerarchi.
A quando la nascita di una nuova Resistenza?