Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
Luigi Calabresi, commissario di polizia in forza alla squadra politica della Questura di Milano e coinvolto nell'oscuro episodio della morte dell'anarchico Pinelli, precipitato da una finestra della Centrale di via Fatebenefratelli, venne ucciso da un commando del servizio d'ordine di Lotta Continua il 17 maggio 1972. Alla beatificazione di Calabresi, in atto per iniziativa del cardinale Luigi Tettamanzi, si affianca ora anche la santificazione bi-partisan da parte di destra e sinistra. Calabresi non sarebbe stato neppure presente al momento della caduta di Pinelli da quarto piano della Questura (nonostante la testimonianza mai smentita di Pasquale Valitutti) e addirittura, secondo la versione proposta dal film di Marco Tullio Giordana in parte basato sul pessimo libro-"inchiesta" di Paolo Cucchiarelli, avrebbe sposato quasi subito la tesi della matrice fascista degli attentati, inascoltato dai suoi "malvagi" superiori.
Secondo noi Luigi Calabresi ha fatto quello che ci si aspettava all'epoca da un funzionario di polizia in prima linea nella lotta contro ultrasinistra e anarchici, né più né meno di quello, e il suo ruolo nella morte di Pinelli rimane e rimarrà ormai per sempre poco chiaro anche perché, nei due anni e mezzo intercorsi tra il 12 dicembre e il suo assassinio, non ha mai denunciato i veri colpevoli della strage o spiegato i troppi silenzi e le troppe contraddizioni di quella tragica notte in Questura.