Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
UNA PROPOSTA
Scrive il Maestro Perlati (KarateDo n.25, p.52):
“Non apprezzo quando si fanno affermazioni del tipo [nella Fikta non sempre c’è] capacità di richiamare ed entusiasmare nuovi praticanti, come accadeva negli anni della Fesika. Meglio sarebbe indicare “come” richiamare ed entusiasmare anzichè fare affermazioni generiche”.
Come non essere d’accordo? Mi permetto quindi di inoltrargli un suggerimento di mio figlio Giulio, 19 anni, 2°dan Fikta ed entusiasta praticante: “Ho visto gli Assoluti Fikta. Grande gara. Perché non valorizzarla concentrando le finali di maggior interesse e spessore tecnico (quelle di serie A per intenderci) nelle ore serali, limitando il numero delle pedane e intervallandole con dimostrazioni dei Maestri? E perchè non ristabilire il Tokui kata in finale, togliendo monotonia e riconoscendo ai bravissimi arbitri della Fikta la capacità di stabilire una graduatoria di merito anche fra kata diversi?”. Era più o meno quello che si faceva negli anni d’oro del karate italiano, riempiendo il Palalido, aggiungo io.