Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
I risultati delle Amministrative e dei referendum e l'ostentata indifferenza con cui sono stati accolti dal governo di centro-destra sorprendono solo chi non ha ancora capito che questa "Seconda Repubblica" (di Salò) è intenzionata a sopravvivere alla morte della propria capacità politica, e sarà spazzata via solo da una sollevazione popolare in caso di un tracollo economico-finanziario oppure, in tempi ahimè ancora lontani, da un'eventuale sconfitta elettorale.
Perché questa seconda ipotesi si concretizzi servirebbe però che la cosiddetta "opposizione" produca una proposta politica capace di aggregare i ceti sociali danneggiati dalla paralisi permanente dell'attuale esecutivo. Su questo fronte è difficile negare che il partito di opposizione più rappresentativo in termini di voti è anche quello più ondivago in termini di scelte: sia per quanto riguarda il da farsi, sia nella scelta dei "compagni di strada".
Dopo la delittuosa complicità di Veltroni nell'estromettere dal Parlamento quella che pateticamente si continua a chiamare "sinistra radicale", il PD ha cercato invano l'autosufficienza, continuando inesorabilmente a perdere consensi, mentre imitava la Lega sul terreno della "sicurezza" e corteggiava invano i "centristi", che in termini assoluti contano come il due di picche. Nel frattempo cresceva l'Italia dei Valori, grazie soprattutto alla linea energicamente anti-berlusconiana espressa da Di Pietro, e da una scissione di Rifondazione Comunista nasceva SEL (Sinistra e Libertà), che guadagnava consensi per merito di Vendola, capace di rompere gli schemi e il linguaggio della vecchia politica (ex-PCI, ex-DC).
Amministrative e referendum sono state vinte dalla sinistra "nonostante" il Partito Democratico, con l'appoggio totale degli elettori del PD e di consistenti frange di altre forze politiche; e non sono state vinte all'insegna della prudenza e del moderatismo: tutt'altro. La gestione della vittoria, e la lezione della vittoria, sarà altra cosa. E non sembra cominciare bene il PD, "geloso"di un colloquio a Montecitorio tra Berlusconi e Di Pietro (E che sarà mai? L'avrà invitato a Villa Certosa?) e neppure De Magistris, con la sua promessa perlomeno azzardata di ripulire Napoli in 5 giorni. Un po' meglio, mi sembra, Pisapia, col suo stop immediato a nomine e decisioni frettolosamente prese dall'amministrazione uscente.