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1 aprile 2016 5 01 /04 /aprile /2016 09:25
Esercizi di zen metropolitano 2: un errore divertente

A tre settimane dall'inizio della sperimentazione sull'attenzione e sui suoi effetti sulla mia vita quotidiana, posso dichiararmi soddisfatto. Nonostante occasionali cadute credo inevitabili, è migliorata la qualità della mia relazione con me stesso, con gli altri e con l'ambiente. Ho messo un po' d'ordine nelle mie priorità, nelle mie scelte quotidiane e perfino in casa mia. La domanda: "Cosa è davvero importante per me in questo momento?" è stata spesso al centro della mia riflessione e forse per questo sono passate tre settimane dalla mia "illuminazione" (non certo in senso mistico: non ho trovato il divino né in me né fuori di me, ma piuttosto ho esplorato nuove possibilità dell'umano) senza che trovassi il tempo per aggiornarvi su questa mia svolta.

Stamattina però è successo un fatto divertente che voglio raccontarvi brevemente, proprio perché descrive una breve "caduta" dell'attenzione, con effetti fortunatamente del tutto innocui, simili a quelli descritti da uno dei miei maestri, Sigmund Freud, nella sua Psicopatologia della vita quotidiana, un libro fondamentale per chi volesse incamminarsi con me sulla strada dello Zen metropolitano.

Dunque, è venerdì mattina, mio giorno libero e giorno di mercato a Porta Romana. Mi sveglio per tempo ed esco di casa determinato a far colazione al bar (mio figlio dorme in sala) e ad acquistare tutto ciò che mi serve per la giornata e forse per il weekend, evitando la fastidiosa puntata al supermercato. Non uso la lista della spesa, anzitutto perché è appesa nella stanza dove appunto dorme mio figlio, e poi perché sono convinto di aver proceduto a sufficienza nella "via" e di non averne bisogno. Prendo lo scooter, perché devo fare un po' di strada ed è giorno di mercato, e voglio vedere come riesco a cavarmela elegantemente nel traffico locale.

La prima tappa è alla banca: parcheggio in modo tale da non dover fare inversione a U al ritorno, prelevo 40 euro ma non lo scontrino, che non è disponibile. Risalgo in scooter, descrivo un ampio giro, ripasso dalla strada dove abito e parcheggio davanti alla farmacia, tra ponteggi, strisce pedonabili e pista ciclabile, sperando di non dar fastidio a nessuno e lasciando addirittura il casco sul sellin,o per dimostrare che intendo levar subito l'incomodo. Attraverso piazza Buozzi, compro Repubblica col suo inserto, e a piedi mi incammino verso il bar. Strada facendo osservo le bancarelle, ma do la precedenza alla colazione. Cambio 20 euro e Baffo mi informa che posso trovare le bibite in un negozietto pakistano poco lontano. Gongolante per quello che mi appare il successo completo della spedizione, compro le bibite senza risparmiare nulla se non la seccatura dell'Esselunga. Sulla via del ritorno finalmente acquisto la frutta, stavolta sì a un prezzo di cioncorrenza. Attirato da altre bancarelle, che però vendono pesce e non le stringhe che mi servirebbero, per tornare a casa devio dalla traiettoria dell'andata completando gli altri due lati del quadrilatero e arrivo trionfante sul portone di via Adige 15, con i due sacchetti della spesa ben bilanciati alle mie robuste e indolenzite braccia.

Solo a questo punto mi accorgo che sono partito in moto e sono tornato a piedi!

Naturalmente tutti voi ora sapete che il mio scooter è (almeno si spera) tuttora parcheggiato davanti alla farmacia, col casco bene in vista sul sellino. Cosa è successo? Che la mia attenzione, spostandosi rapidamente da un punto all'altro, ha perso di vista la schermata "Home" che il più economico dei navigatori satellitari mi avrebbe invece mostrato fino alla meta. Nessun danno, anzi due risate, ma una lezione importante per i distratti come me. Alla prossima!

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