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1 aprile 2017 6 01 /04 /aprile /2017 11:27

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di oggi.

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23 marzo 2017 4 23 /03 /marzo /2017 11:08

Su Repubblica di oggi: strano modo di festeggiare l'8 marzo...

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6 febbraio 2017 1 06 /02 /febbraio /2017 11:46

Al di là della legittima repulsione per i suoi atteggiamenti sessisti, islamofobici e isolazionisti (peraltro largamente condivisi anche nel vecchio continente) non si può negare che Trump perlomeno sia allergico all’ipocrisia del politically correct. Cercare un rapporto di collaborazione con Putin e affermare che “neanche l’America è innocente” significa riconoscere che parte del caos mondiale odierno è frutto delle continue ingerenze degli Stati Uniti nella politica europea, mediorientale e latino-americana col pretesto della difesa dei valori occidentali, ma col reale obiettivo di destabilizzare i governi che si opponevano agli interessi strategici degli Stati Uniti. Non dimentichiamo che buona parte delle guerre regionali dal 1945 ad oggi sono state innescate da presidenti democratici, da Truman in Corea a Kennedy in Vietnam a Clinton in Bosnia, per finire col bombardamento della Libia deciso da Obama che, nonostante il suo premio Nobel per la pace, poco ha fatto per porre termine ai conflitti intrapresi dal suo predecessore. In conclusione forse bisogna aspettare per giudicare Trump.

Sergio Rodner, Milano

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27 gennaio 2017 5 27 /01 /gennaio /2017 09:49

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26 gennaio 2017 4 26 /01 /gennaio /2017 08:17

Su Repubblica di oggi un mio ricordo degli ebrei stranieri vittime dell'Olocausto in Italia

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13 gennaio 2017 5 13 /01 /gennaio /2017 10:50

Da

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13 dicembre 2016 2 13 /12 /dicembre /2016 14:02

Caro Paolo,

rispondo con ritardo alla tua, purtroppo tempo a disposizione per scrivere come vorrei   ne ho poco: ma da come ti avrà spiegato tua madre ci vediamo molto spesso e ci   teniamo al corrente di tutto. Spero che ora la situazione degli avvocati si sia chiarita.

Vorrei che tu continuassi a lavorare, non per il privilegio che si ottiene, ma per occupare la mente nelle interminabili ore; le ore di studio non ti sono certamente   sufficenti [sic!] per riempire la giornata.

Ho invitato i compagni di Trento a tenersi in contatto con quelli di Bolzano per evitare   eventuali ripetizioni dei fatti. L’anarchismo non è violenza, la rigettiamo, ma non   vogliamo nemmeno subirla: essa è ragionamento e responsabilità e questo lo ammette   anche la stampa borghese, ora speriamo che lo comprenda anche la magistratura.   Nessuno riesce a comprendere il comportamento dei magistrati nei vostri confronti.

Siccome tua madre non vuole che ti invii soldi, vorrei inviarti libri, libri non politici (che me li renderebbero) così sono a chiederti se hai letto   Spoon River, è uno dei 

classici della poesia americana, per altri libri dovresti dirmi tu i titoli.

Qua fuori cerchiamo di fare del nostro meglio, tutti ti salutano e ti abbracciano, un  abbraccio in particolare da me ed un presto vederci

tuo Pino.

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18 novembre 2016 5 18 /11 /novembre /2016 13:41
Perché NO

Perché NO, di Sergio Roedner

Io dico NO per il merito di questa proposta, che in modo confuso e pretestuoso modifica in modo irreversibile la nostra Costituzione, annullando di fatto i poteri del Senato e lasciando il Parlamento e il Paese nelle mani del partito che ha ottenuto la maggioranza alla Camera grazie a una legge elettorale che è stata sconfessata dalla Corte Costituzionale;

Io dico NO per motivi politici, perchè questo referendum è diventato l'unico mezzo per mandare a casa un governo e un presidente del Consiglio che assomiglia sempre di più a un dittatore e che domina il Paese grazie a una casta di fedelissimi coltivati nel chiuso della Leopolda, che hanno occupato i posti chiave della vita politica ed economica italiana, in nome e per conto dei poteri forti: le banche, gli industriali, la finanza internazionale. E' Renzi stesso che ha legato la propria sorte a questo referendum e per questo se perde se ne deve andare;

Infine io dico NO perchè i nostri padri hanno versato il loro sangue nella guerra partigiana per darci quella libertà che ora Renzi ci sottrae poco a poco, barattandola con mance miserabili elargite a questa o quella categoria, mentre il Paese sprofonda sempre più nella miseria, nella disoccupazione e nella paralisi e le sue migliori energie sono costrette ad emigrare.

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17 ottobre 2016 1 17 /10 /ottobre /2016 10:31
Miracle

Immaginate un tranquillo lunedì mattina in cui vostro figlio, uscendo di casa, vi dà l'incarico di ritirare a nome suo un pacchetto che non ha potuto ricevere perchè il corriere, tanto per cambiare, è passato in un momento in cui non c'era nessuno in casa. Voi ritirate la delega, il documento di vostro figlio e il vostro, e sfrecciate fiduciosi nel traffico milanese per presentarvi in via Dione Cassio (nomina sunt omina) alle nove in punto, sicuri che la consegna sarà questione di minuti.

Vi trovate invece in un edificio gigantesco tipo Ikea, ma senza il rigore e l'efficienza dell'Ikea dove, dopo un breve e tutto sommato piacevole soggiorno in un ufficio nel quale una gentile impiegata vi dà istruzioni per la tappa successiva, vi avvicinate all'ingresso numero 7 di un fragoroso magazzino. Qui vi accoglie l'inferno della BAT: camion, camioncini e muletti che vanno e vengono carichi di pacchi, grida in "diverse lingue e orribili favelle", decine di addetti indaffarati che si aggirano senza posa con bollette e ricevute, mentre voi e pochi altri sperduti come voi si affannano per cercare un'anima pia che gli dia ascolto.

L'anima pia si materializza infine sotto le sembianze di un ometto cordiale e ragionevole che ritira la vostra ricevuta, vi rassicura bonariamente e scompare inghiottito dall'inferno del quale fa parte. Voi lo perdete di vista per circa un'ora, salvo rari momenti in cui riappare per confortarvi e affidare il foglietto a sempre nuovi addetti, che a loro volta si addentrano nei meandri del labirinto. Alla fine, sconsolato ma non quanto voi, l'ometto vi porta ad un centralino, dove un suo simile cerca dapprima di convincervi che il pacchetto l'avete ritirato voi stesso venerdì mattina: c'è anche la vostra firma e la fotocopia della vostra patente! Voi gli fate gentilmente notare che la fotocopia è stata fatta in quello stesso ufficio, e che se siete lì un motivo ci sarà pure...

Poco convinto, l'ometto numero 2 interpella un addetto al computer (un grado più in alto di lui nella misteriosa gerarchia della BAT Corporation) e quello si mette a digitare e a stampare, ma voi non sapete se lo fa per voi e per altri clienti nella vostra stessa incresciosa situazione. Quando state già per mandare all'inferno la BAT, vostro figlio e voi stesso per la vostra stupida indulgenza verso il vostro rampollo, nel momento meno atteso, dal nulla spunta un nuovo ometto mai visto, che con naturalezza vi consegna il fottuto pacchettino. L'etichetta incollata sul pacco vi svela l'arcano: è della MIRACLE, davvero un miracolo in una mattinata da incubo.

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24 settembre 2016 6 24 /09 /settembre /2016 09:35
Esercizi di zen metropolitano: caso e libera scelta

Quanto di quello che facciamo quotidianamente è determinato dal caso e quanto da una nostra libera scelta? Prendiamo come esempio questo post. Ho deciso di scriverlo mentre mi recavo a prendere il giornale, zigzagando in una specie di percorso obbligato imposto dai lavori in corso nella mia via. Ma, prima ancora, avevo deciso di andare in quella edicola invece che nell'altra posta ad uguale distanza da casa mia, per raggiungere la quale sarei dovuto passare davanti al bar e alla chiesa. Perché ho scelto l'edicola di piazza Buozzi? Forse perchè in linea d'aria era la più vicina. Comunque quel percorso transennato mi ha evitato la fatica di scegliere quando attraversare la strada, se rispettare oppure no la luce del semafoto e tante altre piccolissime cose. Tra l'altro, l'edicolante mi ha fatto pagare il supplemento del sabato (che io non prendo) mentre forse l'altro mi avrebbe abbonato i 50 centesimi.

Scegliendo quell'edicola ho incontrato persone che non avrei visto seguendo l'altra strada. E' improbabile che qualcuna di queste persone possa avere un'influenza significativa sulla mia vita o che questo post possa averne alcuna sulla vita di chi mi legge, ma chi può saperlo? Anche la scelta dell'immagine che accompagna il post è stata frutto di una lunga selezione tra quelle disponibili su Google, e la ricerca avrebbe potuto continuare all'infinito. Ho scelto per disperazione, per non rimanere bloccato tutto il giorno su una questione marginale.

Il senso di questo post è che, a parte scadenze determinate dagli altri (tasse da pagare, lavori da svolgere, bisogni impellenti da soddisfare) il resto della nostra vita è caratterizzato da scelte individuali che si potrebbero definire libere, a meno che non si accetti la teoria delle petites perceptions di Leibniz o quella delle motivazioni inconsce suggerite da Sigmund Freud. Una cosa è certa: la teoria del caso porta alla paralisi, la teoria del libero arbitrio ci spinge ad agire e ad interagire con gli altri. A voi la scelta!

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  • : Questo blog si occupa di poesia, di politica, di karate. Vi si trova un'eco della mia personale e soggettiva visione del mondo.
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